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La crioterapia

La crioterapia costituisce una metodica molto datata e sicuramente di non grande appeal per il dermatologo plastico tendenzialmente portato alla ricerca delle metodiche più innovative e più raffinate. Essa si basa sull'effetto provocato sui tessuti cutanei provocato dalle basse temperature attraverso la formazione di cristalli di ghiaccio extra ed intracellulari e che consistono essenzialmente nella distruzione dei cheratinociti a -30 ° e dei melanociti a -3°.

Il dermatologo tradizionale la usa da moltissimo tempo per il trattamento di molte neoformazioni perchè ha il vantaggio, rispetto alla diatermocoagulazione, di non richiedere l'anestesia locale, cosa molto positiva, soprattutto in dermatologia pediatrica.

In campo estetico riteniamo però che le sue applicazioni siano piuttosto limitate o comunque molto più ristrette di quanto si possa pensare.

In particolare la crioterapia può essere molto utile nel trattamento delle cheratosi seborroiche multiple di entità mediogrande che si sviluppano dopo i trent'anni.In questo caso, evitando l'anestesia generale, la crioterapia può servire per ridurre lo spessore delle cheratosi preparandole al successivo curettage, o, attraverso sedute multiple, provocandone il progressivo distacco.

 
cheratosi attinica   cheratosi seborroica

Nel trattamento delle cicatrici ipertrofiche la crioterapia può costituire un' utile preparazione alle successive infiltrazione di steroide intralesionale.

Essa è tutt'ora molto usata nel trattamento delle lentigo del viso e delle mani, per quanto il laser qswitch sia attualmente uno strumento sicuramente più moderno poichè, agendo nell'ambito dei nanosecondi, colpisce selettivamente i melanosomi responsabili del pigmento cutaneo.

Il trattamento della couperose mediante crioterapia è sicuramente da proscrivere: è noto infatti che i vasi sanguigni sono particolarmnete resistenti alle basse temperature e quindi, oltre alla scarsa selettività, ci possono essere effetti collaterali da ripetuti trattamenti a basse temperature.

Una delle neoformazioni che risponde meglio a questa è invece la cheratosi attinica, una neoformazione eritematocrostosa molto frequente nei soggetti di pelle chiara ed amanti del sole. Ma qui siamo più nel campo della dermatologia oncologica che nella dermatologia plastica.


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