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Una luce blu per curare l'acne Curare l'acne senza utilizzare farmaci o antibotici è sempre stata una aspirazione di molti dei giovani pazienti (e dei loro genitori) che quotidianamente vengono a contatto col dermatologo plastico. Spesso le manifestazioni acneiche regrediscono nel periodo estivo e si ripresentano nella stagione autunnno-inverno avvalorando così la credenza che "l'acqua di mare" faccia bene a questa malattia tanto diffusa.

In realtà ciò che determina nel periodo estivo una temporanea remissione delle lesioni infiammate è la radiazione ultravioletta e in particolare quella parte compresa tra i 400 e 415 nm la quale produce una attivazione delle porfirine contenuti nei batteri responsabili dell'acne.

Queste porfirine attivate producendo radicali liberi provocano la soppressione dei batteri stessi e la scomparsa delle lesioni infiammatorie. Lo stesso avviene per un altra patologia molto frequente, la dermatite seborroica.

La terapia fisica dell'acne infiammate si avvale di sistemi a luce pulsata che emettono una luce blu la quale è in grado di ridurre in maniera significativa le lesioni papulo pustolose dell'acne e, in misura minore,anche le lesioni comedoniche, avvalendosi proprio della capacità "killer" sul "Propionibacterium acnes", il batterio responsabile dell'acne "infiammata".

Questo tipo di trattamento si prospetta dunque interessante per i periodi in cui non è possibile eseguire esposizione solare; inoltre essendo più selettivo della radiazione solare è immune dagli effetti collaterali di quest'ultima, compresa la comparsa di comedoni così frequente al termine dell'estate.

Rispetto alla terapia fotodinamica dell'acne che si avvale dell'applicazione di sostanze particolari prima della irradiazione questo tipo di trattamento si caratterizza per i minori effetti irritativi, anche se ha lo svantaggio di essere più superficiale e di indurre remissioni solo temporanee. I minori costi consentono comunque di controbilanciare la necessità di eseguire periodicamente delle sedute di mantenimento, che dovranno essere eseguiti in caso di recidiva.


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