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L'acne dell'età adulta

"Non ho avuto l'acne da ragazzina, dottore, perchè proprio adesso?" E' una domanda frequente di molte pazienti, disperate per il continuo apparire di lesioni papulose prevalentemente al mento , di età superiore ai trent'anni, magari ancora in attesa della prima gravidanza.

Questa "acne dell'età adulta", in frequente aumento, è caratterizzata dalla presenza di papule e pustole, localizzate quasi sempre in zona mandibolare, e dalla quasi contemporanea assenza di comedoni aperti e chiusi. Anche se è stata messa in relazione con errori cosmetici, è ormai evidente che la sua causa è da ricercare in fattori interni ed essenzialmente ormonali.

A differenza però dell'acne adolescenziale in cui il ruolo degli ormoni è solo recettoriale, legato cioè ad un alterato metabolismo ormonale a livello del follicolo pilifero, nell'acne della donna adulta queste manifestazioni sono più speso legate ad iperandrogenismi che possono avere come base o le ghiandole surrenali (e quindi in gran parte dovute a stress) o le stesse ovaie, con fenomeni di micropolicistosi associati talora ad alopecia ed irsutismo e sono inoltre caratterizzate da accentuazioni premestruali.

Spesso però i dosaggi ormonali si rivelano inutili in quanto non sono in grado di rilevare determinati picchi che si verificano solo in determinati momenti, spesso in relazione a definite situazioni emozionali, e servono solo a stressare ulteriormente la paziente.

Le terapie locali, altrettanto spesso aggiungono stress a stress in quanto non riescono a controllare il quadro e soprattutto non riescono ad impedire il continuo formarsi di nuove lesioni; anche le diete si rivelano inutili.

Che fare allora? La terapia locale, anche se limitata, deve comunque essere eseguita con antibiotici topici e creme da giorno contenenti sostanze antiandrogene; gli antibiotici per via generale dovrebbero essere assunti solo nel periodo premestruale.

Ma la decisione più importante riguarda se e come introdurre una terapia antiandrogena per via generale o modificare quella gia esistente: decisione che impone una collaborazione sempre più stretta tra il ginecologo e il dermatologo plastico. Si tratta sempre di una scelta delicata, soprattutto in una donna che non assume gia anticoncezionali e ne teme gli effetti negativi sul resto dell'organismo.

E la gravidanza? Certamente la gravidanza può determinare un sensibile miglioramento dell'acne perchè determina un aumento degli estrogeni circolanti e un innalzamento dell 'SBHG, la proteina che lega il testosterone e riduce pertanto la quota di testosterone libero; in pratica gli stessi effetti di una buona terapia antiandrogena...


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