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Novità nel campo dell'acne

Una delle scoperte più interessanti nel campo della fisiopatologia dell'acne è quella, avvenuta recentemente, della presenza di recettori coinvolti nella produzione di sebo diversi da quelli degli androgeni: i recettori per la sostanza P (endorfine) i recettori del colesterolo e degli acidi grassi liberi, quelli per il CRH (l'ormone che rilascia corticotropina) e quelli per il fattore di crescita insulino-simile.

Tutto ciò aiuta a comprendere perchè, bloccando per mezzo di antiandrogeni i recettori ormonali, tradizionalmente imputati nella patogenesi dell'acne, possiamo ottenere solo una azione parziale sulla ghiandola sebacea e la relativa produzione di sebo.

Se la presenza del recettore delle endorfine spiega inoltre il ruolo scatenante dello stress nella patogenesi dell'acne adulta, la grande novità è costituita dalla presenza sul cheratinocita e sul sebocita del recettore per il fattore di crescita insulinica: oggi è risaputo che questo fattore può indurre la stimolazione della produzione di sebo e la differenziazione dei cheratinociti cutanei spiegando al formazione dei comedoni e delle lesioni infiammatorie superficiali.

Di qui il ruolo svolto dall'alimentazione: non solo il latte (che secondo lavori americani favorirebbe l'acne per la presenza dei progestinici) ma soprattutto gli alimenti dall'elevato indice glicemico in grado di provocare una aumento dell'insulina e di conseguenza del fattore di crescita insulino-simile.

Questo fattore di crescita insulino-simile viene inibito da due farmaci fondamentali: la metformina, farmaco antidiabetico gia in uso nella policistosi ovarica e la ormai conosciutissima isotretinoina, la quale evidentemente agisce con meccanismi multipli e non solo tramite la soppressione dell'attività della ghiandola sebacea.

Tutto ciò induce a pensare che le strategie di controllo dell'acne passino non solo dalle ormai sperimentate terapie antiandrogene ma soprattutto, soprattutto in soggetti geneticamente predisposti, da restrizioni alimentari e studi metabolici adeguati.


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