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Affrontiamo in questa intervista un tema molto serio, che rientra nel campo delle competenze del chirurgo plastico, e che riguarda purtroppo un numero piuttosto elevato di donne che hanno subito un intervento di mastectomia. Lo spunto per questa intervista arriva dalla notizia dell'intervento di mastectomia totale subito dall'attrice Christina Applegate e dal suo progetto di affrontare una serie di interventi di chirurgia ricostruttiva nei prossimi mesi. Abbiamo intervistato la D.ssa Patrizia Giardino - chirurgo plastico
- e le abbiamo posto una serie di domande sul tema della ricostruzione
del seno dopo un intervento di mastectomia totale. Quando si rende necessario l'intervento di mastectomia totale, e in cosa consiste esattamente, da un punto di vista tecnico? Secondo i recenti protocolli, la mastectomia totale si effettua quando si presume, in base ai risultati delle indagini radiografiche e istologiche (ago aspirato o esame dei linfonodi ascellari), che l'estensione del tumore sia ormai avanzato e pertanto il solo intervento di quadrantectomia non sia sufficiente per garantire l'eliminazione completa del tumore. Come sono cambiate le tecniche nel corso degli anni? Si tiene adesso in maggior considerazione - durante l'intervento - anche l'esigenza ricostruttiva? In passato era un intervento drastico, che lasciava poche possibilità alla ricostruzione del seno, almeno così sembrava. Sono molto cambiate, in effetti. Attualmente, salvo in casi veramente molto avanzati di malattia, si asporta completamente la ghiandola e la cute che contiene l'areola e il capezzolo, ma si conservano il piano muscolare e parte della cute sovrastante. Quali i materiali utilizzati, i rischi, le controindicazioni? Nel secondo viene scolpito un lembo (una porzione di cute e grasso
sottocutaneo) nel basso addome e viene ruotato nella zona mastectomizzata
e modellato perché prenda una forma simile alla mammella sana. Quanti interventi sono necessari? Difficilmente è sufficiente un solo intervento, spesso sono necessari ritocchi successivi oppure un intervento sulla mammella sana per adeguarne le dimensioni alla mammella ricostruita; inoltre, come abbiamo già detto, anche la ricostruzione del capezzolo è quasi sempre successiva. A chi rivolgersi? Si tratta di un intervento costoso? Ai centri di Chirurgia Plastica qualificati e l'intervento è mutuabile. Cosa aspettarsi - realisticamente - come risultato? Di sicuro non ci si può aspettare di poter riavere il seno come era prima di ammalarsi. Al giorno d'oggi con le tecniche attuali si ottengono dei risultati molto buoni in cui la neo-mammella è veramente molto simile ad un seno normale, ma un po' si vedrà sempre che è ricostruito. In ogni caso è spesso più semplice per un chirurgo plastico ottenere un buon risultato, sufficientemente naturale, con una ricostruzione dopo una mastectomia totale che non dopo una quadrantectomia, in cui si conserva parte del proprio seno, ma sicuramente di forma e volume diversi rispetto alla mammella sana. Margherita.net Si ringrazia la Dott.ssa Patrizia Gilardino
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