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La cellulite
Intervista alla Dott.ssa Patrizia Gilardino Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva

Chiedete a dieci ragazze quale è il loro principale problema estetico e almeno 8 vi risponderanno "la cellulite!". Anche ragazze che non hanno un filo di cellulite. Tanto per dare un'idea di quanto sia sentito questo problema. Per non parlare delle lettere che ci scrivete, tra le moltissime che riceviamo quelle che chiedono di parlare di cellulite sono la maggioranza assoluta. Abbiamo pertanto intervistato la D.ssa Patrizia Giardino, chirurgo plastico, su questo argomento, cercando di capire meglio quali siano le cause e i rimedi possibili.

Si può in poche parole spiegare cosa è la cellulite?
La P.E.F.S (panniculopatia edemato- fibro- sclerotica) O "CELLULITE" è una condizione patologica del tessuto adiposo sottocutaneo degli arti inferiori della maggior parte delle donne, che riconosce, come causa, una predisposizione genetica associata a fattori concomitanti a carattere ormonale, ambientale, posturale e farmacologica (terapie ormonali, per esempio).

La prima alterazione che si riscontra a livello tissutale nell'insorgenza della panniculopatia è la modificazione della permeabilità dei capillari.

Ne consegue una fuoriuscita di plasma dai vasi verso gli interstizi (spazi fra le cellule adipose), compromettendo così gli scambi nutritizi tra capillari e cellule adipose, e causando l'edema cellulitico (stadio I). Il tessuto connettivo viene conseguentemente interessato da un processo di sclerotizzazione, con formazione di setti fibrosi che conglobano le cellule adipose (stadio II) in noduli sempre più voluminosi fino a divenire palpabili e visibili (cute a "buccia d'arancia") (stadio III e IV).

Grasso e cellulite non sono la stessa cosa...
Non esattamente… la cellulite è sì tessuto adiposo, ma, per così dire, "ammalato"…

Quali le cause della cellulite? Perchè certe ragazze sembrano non soffrire di questo problema mentre altre - non importa quanti sforzi facciano a tavola o in palestra - non riescono a liberarsene? Esiste una ereditarietà?
Sicuramente esiste una predisposizione ereditaria, però con i giusti accorgimenti si può rallentare o fermare il progredire della "patologia cellulite"… e prima si comincia tanto più si riesce a contenere il problema al livello meno grave (stadio I della cellulite)

Oltre a problema estetico, la cellulite può causare anche altri problemi di carattere medico, o essere la conseguenza di qualche disfunzione?
Il progredire della panniculopatia determina un progressivo peggioramento della circolazione periferica (per compressione dei capillari da parte dei setti fibrosi) con gonfiori persistenti e senso di pesantezza e dolorabilità degli arti inferiori. Tenere sotto controllo la "cellulite" pertanto permette di mantenere anche una condizione di maggiore benessere.

Esistono delle regole di vita e alimentari seguendo le quali è possibile quantomeno attenuare il problema?
Tutti gli accorgimenti che tendono a migliorare la circolazione periferica sono di aiuto, quindi lo sport (in particolare il nuoto), una alimentazione sana (ricca di frutta e verdura, di pesce e carni magre e che non ecceda in carboidrati e dolci), insieme a tutte quelle tecniche che agiscono sulla circolazione, quali massaggi linfodrenanti, mesoterapie con farmaci drenanti attivi sulla circolazione e soprattutto trattamenti con LPG o Triactive o altre apparecchiature similari.

Quali le soluzioni più efficaci al problema della cellulite? Ci viene proposto di tutto, qualcosa funzionerà, qualcosa magari non serve a nulla. Cosa ne dice la medicina? Quali i rimedi la cui efficacia è stata sperimentata e dimostrata?
In realtà molte cose, come abbiamo appena detto, sono efficaci, il problema vero è che non esiste nessuna tecnica o accorgimento in grado in un periodo di tempo limitato di bloccare definitivamente il progredire della cellulite. Essa è una patologia cronica e come tale deve essere affrontata: sarà necessario dedicarle il nostro tempo e i nostri sforzi durante tutta la nostra vita, programmare cioè, dopo un primo ciclo di trattamenti (da eseguirsi almeno due volte la settimana per 2 o 3 mesi, a seconda dello stadio), i mantenimenti da eseguirsi dapprima ogni 15 giorni e in seguito magari ogni 20 o 30 giorni, ma da non abbandonare mai se si vuole mantenere la migliore condizione estetica e soprattutto di benessere delle nostre gambe.

E la chirurgia che soluzioni può offrire a chi soffre di questo problema?
A dire il vero quasi nulla… la liposuzione e le tecniche chirurgiche affini sono in grado solo di ridurre i cuscinetti localizzati di grasso, ma non riescono a migliorare l'aspetto "a buccia d'arancia".. Purtroppo almeno per il momento non esistono soluzioni facili o rapide per la "cellulite", ma solo tecniche o accorgimenti che richiedono tanta costanza e pazienza...

Margherita.net

Si ringrazia la Dott.ssa Patrizia Gilardino
Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano nel 1988, si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell'Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all'Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all'Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell'Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione in diverse strutture milanese: Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, Centro Dermatologico Europeo e nel proprio studio di via Colonna, a Milano. È membro della Società italiana di Chirurgia estetica e plastica ricostruttiva, della Società di verifica e controllo di qualità, della Società americana di chirurgia plastica e della Società americana per la fototerapia dinamica. E-mail patriziagilardino@tin.it


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