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Cosa è lo stress? La domanda non deve apparire strana, perché la gran parte delle persone è convinta, a torto, di sapere cosa si debba intendere con questo termine ed in cosa consista questo stato particolare, al quale vengono attribuite generalmente caratteristiche alquanto negative. Riteniamo utile parlarne e puntualizzare alcuni suoi aspetti, alla luce anche dei numerosi studi che sono seguiti alla formulazione iniziale di tale concetto, da parte di Hans Selye, più di sessant'anni fa.

Secondo Selye lo stress doveva intendersi come una risposta dell'organismo ad uno stimolo, risposta che inizialmente si comporta come una reazione di adattamento ad una condizione anormale, stressante appunto, e che può rappresentare talvolta la premessa per l'insorgenza successiva di alcune tipiche malattie.

In seguito gli studiosi poterono dimostrare che lo stress è la diretta conseguenza di una attivazione emozionale indotta da quello che era stato definito lo stimolo stressante. Questa reazione emozionale che segue allo stimolo è un fenomeno alquanto complesso che trova un suo coordinamento in certe particolari strutture cerebrali, conosciute come sistema limbico. Ma questi apparati cerebrali che compito hanno nei confronti dell' evento stressante? Quello, in particolare, di selezionare prima e di valutare poi gli stimoli, in quanto non tutti sono tali da richiedere una risposta emozionale che intervenga nell'adattamento e nella difesa dell'organismo. Inoltre alcuni stimoli di tipo stressante possono nascere nelle stesse strutture cognitive, soprattutto nell'uomo, in cui rievocazioni, fantasticherie, previsioni e rapporti interpersonali possono generare, di per sé, tensioni ed emozioni importanti.

Ma qual' è il significato della reazione da stress ( acuta o cronica che sia )? Semplicemente quello di neutralizzare la causa stressante, ed in questo comportamento, per chi è stressato, c'è evidentemente un finalismo che può essere utile. A questo scopo la minaccia rappresentata dall' agente stressante può essere evitata dalla distruzione dello stesso o dal suo allontanamento. Come del resto fanno gli animali che, di fronte allo stress rappresentato da un pericolo, un altro animale ad esempio, reagiscono fuggendo o attaccando, a seconda della situazione e del rapporto di forze fra gli stessi.

Quando lo stress, tuttavia, non è acuto e lo stimolo non può essere allontanato, distrutto o, comunque, in qualche modo neutralizzato, la situazione stressante si mantiene continuamente attiva e rappresenta la versione cronica dello stress, che non può essere risolta, con semplici comportamenti come l'attacco o la fuga, ed è la causa, con il tempo, anche di disturbi psichici e di malattie fisiche, dette appunto da stress.

Tanto per alleggerire questo discorso, che rischia di farsi un po' pesante, pensiamo ad una donna, una nostra lettrice, che debba lavorare con un capufficio difficile o convivere con una suocera impossibile e non possa, in entrambi i casi, sottrarsi allo stress cronico che la situazione comporta. Dopo un certo tempo, e se il soggetto è predisposto, aumentano anche gli stimoli intrapsichici, di cui abbiamo accennato, e si riducono i margini di difesa da parte della nostra ipotetica lettrice che può rischiare, così, anche la malattia psicosomatica.

In conclusione lo stress cronico, in soggetti predisposti, è in grado di predisporre alla rottura dell' equilibrio somatico e comportamentale, per cui ne risulta favorita la comparsa di una gamma di malattie varie che comprendono i disturbi d'ansia, quelli fobici, alcune malattie gastroenteriche (ulcera, colite…),diverse aritmie cardiache su base funzionale e, in parte, la stessa cardiopatia ischemica. Approfittiamo per soffermarci un momento sulle condizioni stressanti che sono considerate in relazione all'insorgenza dell'ulcera gastro-duodenale e che possono comprendere, a seconda dei casi, problemi familiari, finanziari e legati ad altre malattie concomitanti. Anche lo stress, quindi va annoverato come uno dei fattori coinvolti nell' insorgenza dell' ulcera, anche se pare dimostrato che l'effetto patogeno dipenda in gran parte dalla reazione agli eventi stressanti da parte del singolo soggetto ed in particolare dalla sua peculiare personalità psico-emotiva.

In tutte queste situazioni, infatti, si possono determinare turbe emozionali gravi, correlate ad uno stato di stress cronico, quando lo stimolo stressante non venga adeguatamente gestito e controllato dall'individuo che ne è colpito. Ma ne parleremo più a lungo in una prossima occasione..

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/

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