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Ecografia
e gravidanza
L'ecografia è una particolare tecnica diagnostica che, applicata
in campo medico, consente di vedere (e fotografare) molti organi del
corpo umano mediante l'utilizzazione degli ultrasuoni. Si tratta, riferendoci
a quest'ultimi, di onde sonore ad alta frequenza che, con speciali apparecchiature,
vengono inviate attraverso i vari tessuti, che compongono gli organi,
allo scopo di ottenere delle immagini, che il medico specialista legge
ed interpreta in senso diagnostico, come si è appena detto.
Il principio che sta alla base di tale metodologia somiglia all'eco
acustico (da cui il nome), vale a dire a quel noto fenomeno per il quale
un suono, riflettendosi contro un ostacolo, può 'tornare indietro'
ed essere udito nel punto in cui lo stesso suono fu emesso.
In pratica l'ecografia sfrutta le stesse leggi generali e funziona più
o meno allo stesso modo, nel senso che segue principi fisici analoghi,
se li consideriamo da un punto di vista generale. Ma vediamo cosa avviene
quando il ginecologo, o chi per lui, si avvale di tale metodica in campo
ostetrico, cioè nella donna gravida, al fine di osservare in
modo dettagliato le diverse parti del corpo materno e fetale.
La sonda viene dapprima appoggiata sull'addome (e poi introdotta in
vagina, con tutte le precauzioni necessarie) allo scopo di inviare,
da punti diversi, nel corpo della donna un flusso di onde sonore che,
nel mentre attraversano le varie strutture organiche, vengono in parte
riflesse e formano delle onde di ritorno, veri e propri echi che vengono
raccolti dalla stessa sonda di emissione e convogliati all'apparecchio
(ecografo) che li trasforma in immagini visibili sullo schermo.
Ma perchè è entrata nelle pratica comune questa tecnica
e per quali ragioni, in particolare, viene solitamente eseguita? I motivi
più comuni sono quelli di stabilire con una certa precisione
l'epoca della gravidanza, la posizione fetale ed, entro certi limiti,
la normalità dello sviluppo fetale. Nella gravidanza normale
sono consigliati generalmente tre esami ecografici: uno prima della
12a settimana per confermare l'età esatta della gravidanza (mediante
la misurazione della lunghezza fetale), il secondo entro la 22a per
una ricerca delle anomalie strutturali maggiori ed un terzo esame, verso
l'ottavo mese, per valutare l'entità dell'accrescimento ed accertare
la posizione fetale.
In questa breve nota abbiamo preso in considerazione soltanto il controllo
ecografico di base, quando la situazione clinica non richieda di eseguire
esami particolari e non vi sia bisogno di valutazioni aggiuntive per
quesiti particolari che possono essere sollevati dal ginecologo di fiducia.
Rimanendo quindi su un piano generale possiamo aggiungere che, normalmente,
il comune esame per il cosiddetto controllo di base non dura più
di dieci minuti, il sesso può essere riconosciuto dopo il quarto
mese (il riconoscimento è più precoce nel sesso maschile),
l' identificazione delle malformazioni fetali è, ovviamente,
più facile in quelle maggiori ed è condizionato dalla
diversa epoca di comparsa delle alterazioni stesse. Va ricordato che
la metodica ecografica ha pur sempre dei limiti, in certi casi anche
notevoli, per cui è possibile che alcune rare anomalie fetali
non possano essere evidenziate allo stato attuale delle conoscenze.
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