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Il cancro
del collo uterino
Il carcinoma della cervice uterina è la seconda neoplasia della
donna, per frequenza e per importanza clinica, dopo il carcinoma della
mammella.
Nei paesi industrializzati si registra circa mezzo milione di nuovi
casi all'anno, mentre l'incidenza nei paesi sottosviluppati è
molto maggiore e supera anche quella del tumore mammario.Va comunque
ricordato che la frequenza del cancro del collo si è molto ridotta
nei paesi più sviluppati dopo l'introduzione dell'esame colpocitologico
(striscio vaginale o Pap-test).
Tanto per fare due esempi molto significativi vorremmo accennare ad
alcuni dati che riguardano le donne dell'India e quelle della Finlandia.
Nel primo paese il carcinoma cervicale è il tumore più
comune tra le donne e presenta una incidenza annuale di 43,5 casi su
100.000 soggetti. Si deve naturalmente osservare che le donne indiane
non vengono sottoposte rutinariamente al Pap-test e che ben il 70% dei
casi di carcinoma del collo uterino diagnosticati in India si trovano
in stadi avanzati (Stadio III o IV ) e di conseguenza la mortalità
è molto alta (18 casi su 100.00 donne).
In Finlandia, dove si pratica lo screening di massa già dopo
i 30 anni, l'incidenza del tumore è la più bassa del mondo
(poco più di 2 casi annui su 100.000 donne ) e la mortalità
è di circa venti volte inferiore a quella dell'India. Dopo questa
premessa così impegnativa (ed anche particolareggiata) è
evidente che non riusciremo non dico a trattare, ma nemmeno a fare il
minimo accenno ad argomenti che riguardino la clinica e la terapia.
Ci limiteremo ad approfondire il tema della prevenzione e le tecniche
ad essa connesse, considerati anche i grandi successi che in tutto il
mondo si sono ottenuti nella profilassi di tale neoplasia.
Dobbiamo anzitutto fare presente alle gentili lettrici che tutte le
attività di prevenzione in medicina sono classificabili in tre
diversi livelli: prevenzione primaria, secondaria e terziaria. E tutte
le tre forme di prevenzione possono essere dirette all'intera comunità
ed al singolo individuo (la donna nel nostro caso). Ma qual è
lo scopo principale delle varie iniziative di prevenzione, nell'uno
e nell'altro caso? Semplicemente quello di ridurre i fattori di rischio
della malattia (prevenzione primaria), di promuovere la diagnosi precoce
(prevenzione secondaria) e, infine, di abbassare la morbilità
e la mortalità dovute alla malattia (prevenzione terziaria).
La Prevenzione primaria si occupa innanzi tutto di programmi educazionali
(attraverso i media in genere: televisione, radio, carta stampata, scuola
.)
che si propongono di diffondere la conoscenza dei fattori in grado di
aumentare il rischio di insorgenza del carcinoma cervicale, e, naturalmente,
l'utilità di una pratica regolare del Pap-test. Nominiamo soltanto
i fattori di rischio principali: partner sessuali numerosi, rapporti
sessuali in età precoce, non uso di mezzi meccanici contraccettivi,
fumo di sigaretta, basso livello sociale, la trasmissione di certe infezioni
sessuali, la mancanza di regolari controlli colpocitologici (Pap-test).
A proposito delle infezioni sessuali che possono favorire il cancro
cervicale ricordiamo un virus (Human Papilloma Virus) e la immunodepressione
da AIDS.
La Prevenzione secondaria comprende ogni intervento che si proponga
una diagnosi precoce dei primi stadi della malattia, in modo da potere
intervenire con una cura risolutrice e definitiva che elimini ogni possibile
conseguenza della stessa. Il più valido mezzo di prevenzione
secondaria è il già più volte nominato esame colpocitologico
periodico (Pap-test ). Una corretta esecuzione dell'esame prevede il
prelievo di cellule esocervicali ed endocervicali: vale a dire dell'intero
collo cervicale. Qualcuno propone di iniziare l'esame già con
i primi atti sessuali : si deve quindi ripetere, la prima volta, entro
i 12 mesi e poi va rifatto regolarmente ogni 24 mesi. Un esame di secondo
livello è da considerarsi la colposcopia, richiesta generalmente
dai risultati del Pap-test, la quale può essere completata da
biopsie mirate.
Gli obiettivi della Prevenzione terziaria, di cui non riteniamo di
doverci occupare in questa sede, essendo di pertinenza strettamente
medico- specialistica, si propongono di prevenire alcune complicazioni
della malattia e, naturalmente, la morte.
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