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plastica
Il
laser frazionato E' ormai di gran moda parlare di laser frazionato
in ambienti non propriamente scientifici e la richiesta di trattamenti
con laser frazionato è in continua crescita. In realtà
con questo termine si intende una pluralità di trattamenti laser
che variano notevolmente per le lunghezze d'onda utilizzate e che sono
accomunati solo dal fatto che la radiazione laser non viene emessa nella
sua interezza ma viene appunto "frazionata" in modo da ridurre
l'impatto sulla cute e il relativo disconfort della paziente.
Il primo laser frazionato a essere stato proposto è stato il
laser "Fraxel" un laser molto particolare con un lunghezza
d'onda (1540nm) molto particolare. Infatti a questa lunghezza d'onda
è presente un modesto grado di assorbimento di acqua e un alto
grado di profondità con azione sul collageno. Questo laser è
stato ed è proposto per il trattamento delle rughe superficiali,
delle cicatrici di acne e del melasma. Il fatto di lavorare con dei
danni termici localizzati (le cosidette microcolonne) gli ha consentito
di essere presentato come uno strumento innovativo per il resurfacing
rispetto al molto invasivo laser CO2 tradizionale.
Tuttavia la tecnologia (e le esigenze di mercato) hanno spinto le ditte
produttrici a proporre di nuovi modelli di frazionato: il laser ad erbio
(che lavora ad una lunghezza di 2940nm) e lo stesso laser CO2 (che lavora
ad una lunghezza di 10600).
Si tratta in questo caso di laser gia ampiamente conosciuti che lavorano
principalmente tramite l'assorbimento di acqua (anche se nel co2 è
presente un effetto di stimolazione del collageno). La novità
consiste nel fatto che la radiazione laser viene anche in questo caso
"frazionata" in modo che colpisca solo determinate zone di
tessuto risparmiandone altre
I vantaggi di queste tecniche sono notevoli in quanto consentono un
recupero che va dai tre ai 6 giorni (minore per l'erbio frazionato maggiore
per il co2); consentono inoltre di continuare a svolgere regolare vita
sociale. Ovviamente per poter ottenere adeguati risultati saranno necessarie
più sedute rispetto ai laser ablativi tradizionali.

Queste apparecchiature consentono anche una notevole versatilità
di impiego. Infatti il laser erbio frazionato, a seconda del numero
dei passaggi, può essere utilizzato per eseguire dei peeling
superficiali o per trattare delle cicatrici di acne. Lo stesso Co2,
soprattutto nelle versioni più recenti, consente di graduare
la profondità della radiazione laser a seconda dell'obbiettivo
che si vuole colpire.
Molto recentemente è stato proposto da parte di una importante
ditta un laser non frazionato che però per la sua particolare
lunghezza d'onda (2790) dovrebbe rappresentare una soluzione intermedia
tra il co2 e l'erbio con un down time simile ai laser frazionati.
Esistono pertanto non un laser ma molti laser frazionati; quale utilizzare?
quale è il migliore? Difficile dare una risposta obbiettiva.
L'importante è affidarsi da un professionista con esperienza
nel settore in grado di fornire soluzioni realistiche e sperimentate
ai problemi della paziente.
Dott. Giuseppe Parodi
http://www.giuseppeparodi.it
Socio Isplad
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