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Un
algoritmo per il ringiovanimento "Un algoritmo per il ringiovanimento"
del viso: così si intitola un recentissimo articolo della dermatologa
americana Zoe Diana Draelos in cui il problema dell'invecchiamento viene
affrontato per "comparti" ciascuno dei quali richiede approcci
e tecniche differenti.
Architettura ossea.
E' uno degli aspetti più importanti perchè senza un adeguato
sostegno osseo si produce facilmente lassità cutanea. La demineralizzazione
ossea comincia molto presto (intorno ai 25 anni) nelle donne di fototipo
chiaro. E' molto importante, sostiene l'autrice, dosare la vitamina
D e valutare radiologicamente l'osteoporosi incipiente. Una intergrazione
di vitamina D, calcio e fosforo può costituire uno strumento
utilissimo per combattere questo aspetto dell'invecchiamento.
Architettura della cartilagine
Anche la cartilagine, con i suoi cambiamenti, contribuisce produrre
un invecchiamento del viso, in particolare la cartilagine del naso.
Sono gli ormoni secreti nel terzo trimestre della gravidanza a far scendere
il naso verso il basso, provocando un aspetto più maturo. Pochi
studi sono stati condotti su questo aspetto importante: l'autrice suggerisce
l'iniezione di acido ialuronico durante la gravidanza per preservare
un " naso giovanile".
Comparto sottocutaneo
Il comparto sottocutaneo va incontro alla maggior parte dei cambiamenti
che provocano l'invecchiamento del viso. Non è chiaro - sostiene
la Draelos - perchè a un certo punto della vita il tessuto adiposo
si riduce nel viso e viene ridistribuito in altre zone del corpo. Secondo
alcuni studi ciò sarebbe dovuto ad una diminuzione del GH; per
questo alcuni raccomandano una supplementazione con 0,5-1 U al giorno.
Inoltre poichè il Gh viene secreto durante il sonno e alterazioni
del ritmo sonno veglia possono influenzarne la secrezione, molti autori
consigliano la somministrazione di melatonina per aumentare la profondità
del sonno. La Draelos consiglia il lipoffiling - e sconsiglia il lifting,
che può modificare l'aspetto del viso - per ridare al viso l'aspetto
giovanile e ridurre i solchi naso labiali. L'inconveniente del lipofilling
- a nostro avviso - è comunque la sua invasività in rapporto
alla sua breve durata.
Derma ed epidermide
E' il classico punto critico dell'invecchiamento che consiste anzitutto
nella perdita di collageno, nella comparsa di macchie e teleangectasie
nel viso. Il dermatologo - come dice la Draelos - ha molto da offrire
in questo campo: per la perdita di collageno fillers, peeling chimici
profondi (che noi sconsigliamo) laser resurfacing e - aggiungiamo noi
- acido polilattico. Il botox potrà essere di grande aiuto per
ridurre la comparsa delle rughe di espressione. Le anomalie di pigmentazione
potranno giovarsi di peeling. Crioterapia, sistemi laser e luce pulsata.
I laser selettivi e l'IPl potranno essere utilizzati nelle teleangectasie
e nell'eritrosi.
Il dermatologo sarà anche in grado di migliorare notevolmente
la "texture " cutanea mediante peeling superficiali. La Draelos
cita i peeling glicolico e salicilico e noi aggiungiamo il piruvico.
La dermatologa Usa cita anche la microdermoabrasione, usata "all'americana"
per provocare esfoliazione dello strato corneo.
Per quanto riguarda lo strato corneo "la vera area del cosmoceutico"
è il vero obbiettivo di tutte le creme antiaging. Fondamentale
è combattere la disidratazione, che porta alla comparsa delle
fini rugosità, tramite sostanze che possano ripristinare la barriera
cutanea.
La conclusione è che il trattamento antiaging del viso deve
essere un trattamento che riguardi tutte le componenti in esso presenti
tramite un approccio multisistemico.
Dott. Giuseppe Parodi
http://www.giuseppeparodi.it Socio Isplad
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