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La Mastoplastica
Intervista al Dott. Giovanni Ferrando Specialista
in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Quando si parla di interventi di chirurgia plastica al seno (mastoplastica)
si pensa immediatamente all'intervento di mastoplastica additiva, cioè
l'intervento che permette di avere un seno più grosso e tonico.
Esiste però anche l'opposto, l'intervento di riduzione del seno.
Iniziamo proprio da questo tipo di intervento, detto di "mastoplastica
riduttiva", la nostra intervista al Dott. Ferrando, chirurgo plastico
a Genova.
In proporzione, quanti sono gli interventi di mastoplastica additiva
rispetto a quelli di mastoplastica riduttiva? La proporzione si
attesta su 10 a 1. Vi è infatti una predominanza delle richieste
per aumentare il volume mammario.
Quali sono i motivi principali per cui una ragazza decide di sottoporsi
a questo tipo di intervento? Non sempre sono solo motivi estetici.
La mastoplastica riduttiva è l'intervento chirurgico che si prefigge
lo scopo di rimodellare mammelle eccessivamente grandi, diminuendone il
volume e creando una nuova forma al cono mammario. Molto spesso le pazienti
che richiedono questo intervento riportano sintomatologie svariate che
vanno dal fastidio al dolore che interessa le mammelle stesse, le spalle,
il collo, la colonna vertebrale nella sua porzione cervicale, le zone
dove il reggiseno crea un solco sulle spalle ("Guardi dottore, come
mi sega la spalla").
Inoltre le pazienti con mammelle eccessivamente grandi si lamentano del
fastidio provocato dal volume durante l'attività sportiva (saltare
e correre), della difficoltà di trovare indumenti adatti, e molte
di loro riferiscono per tutto ciò grande imbarazzo.
Quali sono i rischi potenziali legati all'intervento di mastoplastica
riduttiva? I rischi sono quelli di una eccessiva evidenza delle
cicatrici; per tale motivo si escludono da questo tipo di intervento
le pazienti che sono soggette ad una cattiva cicatrizzazione e formazione
dei cosiddetti cheloidi (cicatrici ipertrofiche persistenti).
Quale è il decorso di questo tipo di operazione? L'intervento
di mastoplastica riduttiva non è gravato generalmente da dolore,
per cui le condizioni della paziente sono buone ed il recupero è
molto veloce. In prima giornata, ovvero il giorno successivo all'operazione,
vengono rimossi i drenaggi e la paziente viene dimessa. La paziente
non dovrà bagnare il seno per circa un mese, in modo da favorire
un'ottima cicatrizzazione, e dovrà indossare un reggiseno contenitivo.
Quali i costi? Il costo della mastoplastica riduttiva è
compreso tra 8000 e 10000 Euro, che includono la clinica (con una notte
di degenza) e l'equipe operatoria.
Si tratta di un'operazione molto lunga che impegna la sala operatoria
ed il suo personale per molte ore; inoltre, tra il numeroso materiale
consumato, vengono utilizzati fili di sutura molto sottili di ottima
qualità (fondamentali per una cicatrice chirurgica sottile e
lineare), e per questo costosi.
Parliamo adesso dell'intervento più tradizionale, almeno
di quello più noto, la mastoplastica additiva. E rimaniamo sull'argomento
"economico". Quanto costa, in media, "aumentare il seno"?
Il costo della mastoplastica additiva dipende essenzialmente dal tipo
di protesi utilizzata. Per le mie operazioni uso di solito le protesi
anatomiche, "a goccia", che attualmente sono le migliori in
quanto offrono un profilo mammario più naturale. Generalmente
il prezzo per questa operazione è di 7000-8000 Euro, comprensivi
di clinica e protesi mammarie.
Si tratta di un intervento che periodicamente solleva polemiche
per quanto riguarda i materiali usati per le protesi e la loro (supposta)
pericolosità. Quali sono i materiali usati attualmente e quali
i potenziali rischi che presentano, se ce ne sono? Non vi è
pericolosità per le protesi. La tecnologia applicata alla fabbricazione
delle protesi mammarie oggi ci offre impianti a gel coesivo, caratteristica
fisica che impedisce al silicone di trasudare fuori dalle protesi. Le
protesi mammarie possono interferire con la mammografia, e nelle donne
oltre i quaranta anni (in cui è consigliato comunque questo tipo
di indagine radiologica, indipendentemente dalla presenza di protesi,
per la sola diagnosi precoce di tumore) è indicata la risonanza
magnetica.
Quale è il decorso dell'operazione, e quanto tempo deve
passare dall'intervento perché una ragazza, o una donna, possa
tornare ad avere una vita completamente normale? La paziente rimane
ricoverata per una notte in clinica e viene generalmente dimessa il
giorno successivo all'operazione senza i drenaggi; riprenderà
una vita pressoché normale dopo 15 giorni dall'intervento.
A quale età, in base alla sua esperienza, è più
frequente che le pazienti si rivolgano al chirurgo plastico per questo
genere di intervento? La fascia di età delle pazienti che
richiedono la mastoplastica additiva è 20-35 anni.
Esistono altri tipi di interventi che riguardano l'area del seno?
Ci sono interventi mirati a rendere più bello il seno che non
richiedono l'inserimento di protesi? Vi è un terzo tipo di
mastoplastica, detta sospensiva, o mastopessi, il cui scopo è
solo quello di sospendere, di sollevare la mammella che conserva il
proprio volume originario: infatti, in questo tipo ti operazione, non
si aumenta né si riduce il tessuto mammario.
Negli Stati Uniti sembra sia di moda "regalare" un intervento
come questo, a mogli o figlie, per un compleanno o una festa. Le risulta
che anche in Italia stia succedendo qualcosa di simile? Sì,
anche in Italia sta iniziando ad accadere la stessa cosa. Vi è
una tendenza a regalare un seno nuovo per "celebrare" un particolare
momento importante della vita di una ragazza o di una donna.
Margherita.net
Si ringrazia il Dott. Giovanni Ferrando
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
villamaris@email.it
www.villamaris.it
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