Premenopausa, dopo i 40 anni qualcosa cambia nel nostro corpo

 
Premenopausa, dopo i 40 anni qualcosa cambia nel nostro corpo
Premenopausa, dopo i 40 anni qualcosa cambia nel nostro corpo

Gli anni che precedono la menopausa sono caratterizzati da cambiamenti fisici e psicologici. Iniziano i primi sintomi, ma non sono ancora quelli tipici della menopausa. Cosa possiamo fare per prepararci a una nuova fase della vita e a prevenire molti sintomi spesso vissuti con ansia? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Stefania Piloni, medico specialista in ginecologia e ostetricia:

Quando la premenopausa inizia a farsi sentire con i suoi sbalzi di umore, irregolarità del ciclo etc etc. e altri segnali non sempre simpatici, molti medici ginecologi suggeriscono di aspettare perché la menopausa non è ancora raggiunta. Ma gli anni che precedono la menopausa possono essere migliorati o dobbiamo tutte attendere la scomparsa del ciclo prima di ‘prendere provvedimenti’ insieme al nostro medico?

Curare la premenopausa è importante perché si tratta di un delicato momento di passaggio che presenta ancora sintomi attenuati ma già fastidiosi. In verità le vere vampate e le grandi difficoltà a mantenere il peso, i dolori articolari e gli sbalzi di umore, devono ancora arrivare e saranno tema fondamentale della menopausa vera. Il ginecologo non cura la premenopausa poiché gli ormoni della terapia sostitutiva si addicono solamente alla menopausa definitiva. Iniziare la terapia sostitutiva ormonale in presenza di flussi mestruale alternanti metterebbe la donna a rischio di mestruazioni troppo forti o troppo abbondanti. La medicina naturale invece può fare molto fin dalla premenopausa con gli estratti di fito estrogeni e fito progestinici che insieme possono contenere le vampate di calore, i disturbi del sonno, la tendenza all’aumento di peso, le rapide variazioni d’umore, gli imbarazzi delle prime sudorazioni.

Le terapie ormonali sostitutive, quando consigliate dal medico in assenza di controindicazioni, si può dire che cambiano in modo positivo la vita alle pazienti? E chi non può assumerle per motivi di salute, è inevitabilmente destinata a subire tutti i sintomi classici della menopausa oppure esistono delle valide alternative?
La terapia ormonale sostitutiva (HRT) crea rapidamente un rapido benessere poiché risolve in meno di un mese tutti i sintomi legati alla menopausa. Il problema però è che questa terapia viene utilizzata per circa cinque anni e alla sua sospensione tutti i sintomi fastidiosi della menopausa si ripresentano. Dunque se una donna è andata in menopausa a 50 anni e ha fatto terapia ormonale sostitutiva per i classici cinque anni si ritroverà a 55 anni di nuovo sintomatica. Potremmo dire che la terapia ormonale sostitutiva è un buon passaggio, ma non è una soluzione duratura. Un’alternativa molto valida la terapia sostitutiva con ormoni Bíoidentici (BHRT) ossia ormoni biologici identici in tutto e per tutto agli ormoni naturalmente prodotti dal corpo femminile. Il più importante degli ormoni bioidentici è il DHEA, ottimo antiaging, che rende le donne meno stanche, aumenta il desiderio sessuale, stimola metabolismo basale, rinfranca l’umore e contiene le vampate. Il progesterone naturale è ottenuto da una pianta, la Dioscorea Villosa. L’estriolo utilizzato nella BHRT è più debole dell’estradiolo utilizzato nella HRT, e si può usare come crema transdermica e anche in gel vaginale.

Parliamo di ‘stile di vita’: l’attività fisica (seria, non la semplice camminata) e l’alimentazione sana possono fare la differenza dal punto di vista psicologico nella donna in menopausa? E dal punto di vista della salute?
L’attività fisica, il mantenimento del peso corporeo e l’assenza di fumo di sigaretta sono la ricetta fondamentale per non ammalare di osteoporosi. Inoltre lo sport è un ottimo alleato per mantenere il peso forma e per evitare che il girovita cresca eccessivamente portando alla forma della “donna a mela”. Quando la donna riesce a mantenere una buona forma fisica ha tipicamente una buona accettazione di sé anche se gli anni passano. Sarà più disposta a proporsi sessualmente e a cercare il proprio partner nell’intimità. Al contrario una donna che non si piace e non si riconosce più nel proprio corpo tende a fuggire dalla sessualità e a negarsi. In questo l’alimentazione certamente in primo piano soprattutto dal punto di vista della salute generale: l’aumento del colesterolo predispone infatti all’ipertensione e all’aterosclerosi con perdita di memoria ingravescente. Rimanere nel peso forma significa anche avere meno dolori articolari e gravare meno su ginocchia e bacino che nel tempo iniziano a “scricchiolare”. La dieta corretta è tipicamente mediterranea con un uso quotidiano di verdure cotte o di legumi, con bassa presenza di carni rosse e uso moderato di quelle bianche, con ottimo contributo di pesce e di cereali integrali.

Gli integratori alimentari, sotto controllo medico, possono essere utili? Penso alla prevenzione dell’osteoporosi o altre carenze che in questa fase della vita possono incidere sensibilmente sulla qualità della vita delle donne.
Gli integratori alimentari sono molto utili se utilizzati con discernimento e non in modo sostitutivo a una corretta alimentazione. Ad esempio le vitamine possono essere certamente integrate con uso di frutta e verdura colorata e di stagione, assumere le vitamine in tavolette o in compresse ha un razionale se la terapia è di breve durata o adottata in condizioni di carenza particolare. Nel mese di dicembre è ottimo integrare la vitamina C per evitare l’influenza, ma sarebbe bene che questo contributo arrivasse dagli agrumi che infatti abbondano sulla nostra tavola nella stagione fredda. Un’eccezione è invece la vitamina D che è poco presente nell’alimentazione ma si sviluppa in modo eccellente con l’esposizione del corpo al sole. È perfetto ad esempio fare sport in pantaloncini corti stando all’aria aperta fin dalle prime giornate di primavera, ma le nostre giornate lavorative e trascorrere molta parte del nostro tempo in luoghi chiusi alla luce delle lampadine e non alla luce del sole. Per questo motivo si assiste a una grande carenza di vitamina D sia negli uomini che nelle donne; in condizioni di carenza la vitamina D deve essere integrata per favorire il benessere delle ossa. In menopausa è necessario verificare tale benessere con l’utilizzo della MOC, l’esame che controlla lo stato di porosità e di fragilità delle ossa.

La Dottoressa Stefania Piloni, medico specialista in ginecologia e ostetricia, è docente di fitoterapia all’Università degli Studi di Milano. Si è formata in omeopatia e in fitoterapia per prendersi cura delle sue pazienti unendo terapie complementari e medicina tradizionale.

Costanza Cristianini per Margherita.net

 
NOVITÀ SU MARGHERITA