Ospemifene, un nuovo amico delle donne in post-menopausa

Ospemifene, un nuovo amico delle donne in post-menopausa
Ospemifene, un nuovo amico delle donne in post-menopausa

Con l’arrivo della menopausa, moltissimi sono i cambiamenti fisici e psicologici che una donna deve affrontare. Dal punto di vista fisiologico, questo è il periodo in cui cessa la produzione degli ormoni femminili, gli estrogeni, quindi scompaiono le mestruazioni e si interrompe la funzione riproduttiva. La perdita della capacità di procreare può a volte esser avvertita come una grave mutilazione, per cui diverse donne affrontano il periodo con stati ansiosi e  molta preoccupazione.

Le modificazioni fisiche più frequenti in questo periodo sono l’instabilità vasomotoria, che provoca le classiche vampate di calore, il rossore e le frequenti sudorazioni notturne; i cambiamenti metabolici che sono causa della riduzione della massa ossea e le alterazioni cutanee e della distribuzione pilifera; i disturbi del sonno e non ultima, l’atrofia dei tessuti estrogeno-dipendenti, quali ad esempio la vagina e la vulva.

Anche la sessualità, dunque, risente di importanti modificazioni. In particolare l’organo genitale va incontro ad un assottigliamento dei tessuti, per cui le grandi labbra perdono pienezza, la mucosa vaginale diventa più sottile e la lubrificazione naturale, che contribuisce a rendere l’incontro sessuale piacevole, tende ad essere meno abbondante, con derivante dolore durante il rapporto sessuale. Oltre a tali sintomi possono verificarsi anche prurito, brucione, irritazione e infiammazione della vagina, con conseguente difficoltà a vivere serenamente l’intimità sessuale e una buona qualità della vita in generale.

Le donne affette dall’Atrofia Vulvare e Vaginale (AVV), che racchiude i sintomi appena descritti, sono in Europa circa 50 milioni e 7 milioni in Italia, circa una donna su due in post-menopausa. Ancora poche donne parlano però al proprio medico dei sintomi menopausali. Molto spesso infatti una larga fetta delle donne soffre in silenzio, a causa della vergogna nel parlare di un aspetto considerato molto intimo, a maggior ragione quando sono difronte ad un medico di sesso maschile. Le pazienti si aspettano piuttosto che siano gli stessi medici ad iniziare la discussione sui sintomi tipici del momento di vita vissuto e delle ripercussioni nella sfera sessuale, ma ciò avviene solo in rari casi.

Il trattamento di tale condizione consiste nella somministrazione farmacologica di ormoni, estrogeni da soli o associati a progestinici, prodotti normalmente dall’organismo femminile ma che nel periodo della menopausa sono in diminuzione.

È ben noto, infatti, che la Terapia Ormonale Sostitutiva (TSO) può essere utile per il trattamento dei sintomi causa di disagi e malesseri, ma sappiamo anche che tale trattamento non è escluso da complicanze e rischi che possono avere ripercussioni sulla salute della donna. Proprio per questo la decisione di cominciare una terapia di questo tipo deve essere attentamente valutata con il proprio medico in seguito ad una visita approfondita, tenendo conto delle esigenze personali, dei benefici e dei rischi, ma anche dei dosaggi e della forma di somministrazione più idonea e tollerabile.

A questa attenta analisi va presa oggi in considerazione anche l’ipotesi di trattare l’atrofia vulvo-vaginale attraverso un farmaco privo di ormoni. Si tratta di una recente scoperta in campo medico, approvata nel 2013 dalla Food and Drug Administration per il trattamento della dispareunia moderata e grave (dolore durante il rapporto sessuale) nelle donne in post-menopausa e successivamente accettata dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) per il trattamento in donne che non possono ricorrere alla terapia ormonale.

Il nuovo farmaco contiene il principio attivo Ospemifene, un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM). Esso stimola il recettore degli estrogeni presente in alcuni tessuti dell’organismo, tra cui la vagina, e contribuisce a combattere i sintomi dell’atrofia vulvovaginale. Tuttavia, l’Ospemifene non stimola i recettori degli estrogeni in altri tessuti come le mammelle e l’utero, dove la stimolazione potrebbe causare una crescita dei tessuti che potrebbe evolvere in tumore.

Ecco perché è stato approvato sia per tutte le donne che hanno secchezza vaginale, ma non vogliono le terapie locali, sia per le donne che hanno terminato tutte le cure dopo il tumore alla mammella. In questo modo si continua a proteggere il seno ma si riduce progressivamente la secchezza vaginale.

Il medicinale, che può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica, è disponibile sotto forma di compresse che vanno assunte una volta al giorno sempre alla stessa ora. Proprio in quanto orale e non ormonale, il farmaco a base di Ospemifene può favorire l’aderenza alla terapia da parte delle donne e quindi consentire una migliore gestione dell’AVV, rispetto alle terapie ormonali che tendono ad essere abbandonate a causa dei timori sulla loro sicurezza e della scomodità di alcune terapie locali.

Come tutti i trattamenti, anche questo non è esente da effetti collaterali, che possono riguardare una piccola percentuale delle donne che ne fa uso, e di condizioni specifiche in cui il farmaco non può essere assunto. Proprio per questo è necessaria una buona comunicazione medico-paziente che prenda in considerazione ogni aspetto della vita della donna.

Attraverso la presa in carico globale della persona e della coppia, se necessario, e ancor meglio dalla collaborazione di diversi specialisti che fin dal principio lavorano insieme, quali medico, ginecologo e psicosessuologo, è possibile una migliore e più attenta comprensione e risoluzione del disagio presente.

La difficoltà a vivere serenamente il periodo della menopausa in generale e gli aspetti relativi alla sessualità hanno, infatti, un peso anche nella relazione di coppia, e vanno dunque affrontati e risolti al fine di una buona soddisfazione sessuale anche nell’età matura.

Per maggiori informazioni sul tema segnaliamo il servizio di consulenza telefonica gratuita dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma (ISC) disponibile dal lunedì al giovedì dalle 15:00 alle 19:00 al numero 06 85356211. Un team di psicologi con specializzazione in sessuologia clinica risponderà alle vostre domande e fornirà indicazioni utili rispetto ai temi della sessualità.

Giada Mastrogregori
Istituto di Sessuologia Clinica

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