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Le
vaccinazioni dei bambini
Uno degli argomenti più 'sentiti' tra i giovani genitori è
sicuramente quello delle vaccinazioni dei bambini. Vaccinarli o non
vaccinarli? E per quanto riguarda le vaccinazioni non obbligatorie?
Cosa è un vaccino, come funziona e perché è importante
la vaccinazione?
Queste e tante altre domande sul tema bambini e vaccinazioni ricevute
dalla redazione sono state 'girate' e poste ad uno dei maggiori esperti
in questo campo, il Dott. Alberto Tozzi, Pediatra del Bambin
Gesù ed epidemiologo. Ecco cosa ci ha risposto.
Ci sono genitori che si prendono la responsabilità di non
vaccinare i propri figli: quali rischi corrono i bambini?
Le vaccinazioni del bambino proteggono da malattie gravi che in buona
parte non vediamo più proprio grazie alle vaccinazioni. Vaccinarsi
è una responsabilità individuale perché è
un atto che protegge se stessi, ma è anche una responsabilità
verso il resto della comunità. Per le malattie che vengono trasmesse
da persona a persona, vaccinare la quasi totalità della popolazione
è essenziale per impedire la circolazione del microrganismo che
provoca la malattia. Non vaccinarsi contribuisce quindi ad aumentare
la probabilità che alcuni germi circolino più facilmente.
Alcune persone inoltre non possono essere vaccinate perché hanno
una malattia grave che controindica la vaccinazione.
Queste persone sono proprio quelle che hanno una più alta probabilità
di contrarre malattie infettive e di sviluppare complicazioni gravi.
L'unico modo per proteggerle è quello di vaccinare il più
possibile il resto della popolazione. Con questo approccio si cerca
anche di eliminare completamente le malattie infettive come è
già successo per il vaiolo e come sta per succedere per la poliomielite.
Se vacciniamo tutta la popolazione abbiamo buone possibilità
di eliminare alcune malattie e sospendere le relative vaccinazioni.
Naturalmente il bambino che non si vaccina corre il rischio di contrarre
alcune malattie che sono potenzialmente gravi.
I vaccini oggi sono sicuri?
Lo standard di sicurezza delle vaccinazioni è altissimo. Non
sarebbe possibile vaccinare un così grande numero di persone
che sono sane e per la maggior parte bambini. Rispetto alle reazioni
avverse che si osservano con i farmaci da banco, quelli che si vendono
senza ricetta, la frequenza di effetti collaterali in rapporto al numero
di dosi somministrate è molto più bassa. Inoltre vengono
continuamente condotti studi clinici per verificare che la tollerabilità
di questi prodotti rimanga la migliore possibile. Periodicamente la
stampa riporta notizie allarmanti che riguardano potenziali gravi effetti
collaterali associati alle vaccinazioni che puntualmente vengono smentiti
dagli studi scientifici.
È giusto vaccinare anche per malattie come il morbillo che
non sono obbligatorie?
L'obbligatorietà è un concetto dal quale ci allontaniamo.
Riusciamo ad eliminare le malattie (e quindi a non vaccinare più)
solo se si vaccinano tutti o quasi. Per interrompere la circolazione
del morbillo è necessario che almeno il 95% di tutta la popolazione
abbia ricevuto 2 dosi di vaccino. In questo periodo attraversiamo insieme
a buona parte dell'Europa un'epidemia di morbillo che un elevatissimo
numero di casi. Di morbillo si può morire e la probabilità
che questo accada non è irrilevante. Il morbillo causa anche
una serie di complicazioni che possono essere gravissime. Perché
rischiare in presenza di un vaccino efficace e sicuro ?
Quali sono i rischi che si corrono con i vaccini, se ci sono?
Ogni vaccino, come ogni farmaco, è associato a possibili effetti
collaterali. Alcuni di essi sono ben noti e includono un po' di febbre
o una reazione nel punto di iniezione. In rari casi si possono verificare
reazioni più gravi come l'anafilassi, che è una reazione
allergica grave che si può verificare raramente (una volta ogni
milione di dosi) a breve distanza dalla vaccinazione e che si risolve
rapidamente se trattata in modo tempestivo. Un'altra reazione di media
gravità si può osservare dopo il vaccino morbillo, parotite
e rosolia e riguarda una riduzione delle piastrine (una volta ogni 30000
dosi) che si risolve spontaneamente. Le persone non vaccinate che prendono
il morbillo possono avere lo stesso fenomeno in forma più grave
e più frequentemente (1 volta ogni 3000 casi). In tutti i casi
i rischi associati alle vaccinazioni sono di gran lunga inferiori a
quelli che si corrono con le malattie che si cerca di prevenire.
Ringraziamo il Dott. Alberto Tozzi, Pediatra del
Bambin Gesù ed epidemiologo, e l'ufficio stampa della Società
Italiana di Pediatria per la gentile collaborazione.
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