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Allattamento: domande e risposte

Le domande che riguardano l'allattamento sono davvero innumerevoli, e spesso i dubbi delle neomamme molto forti. Allattare al seno o latte artificiale? A richiesta oppure ad orari fissi? Il latte materno va integrato con quello artificiale oppure va bene così come è? Sono tantissime, come vedete, le domande sul tema dell'allattamento. Per avere delle risposte serie ed attendibili abbiamo scomodato uno dei nomi più importanti in questo campo, il prof. Costantino Romagnoli, presidente della SIN Società Italiana di Neonatologia, e gli abbiamo posto proprio queste domande. Ecco cosa ci ha risposto. Risponde il prof. Costantino Romagnoli, presidente della SIN Società Italiana di Neonatologia.

Pare ci siano delle 'mode' anche in fatto di allattamento: negli anni 70 il latte artificiale veniva dato dopo 3 mesi, poi si è detto che è meglio quello naturale fino ai 6 mesi, oggi fino a un anno, ma ancora non tutti sembrano dare le stesse indicazioni. Come fa una neomamma a essere tranquilla con tante informazioni contrastanti?
L'integrazione alimentare con il latte artificiale avveniva negli anni '70 perché le neomamme tornavano al lavoro e spesso era più semplice organizzarsi con il latte artificiale che con l'allattamento al seno. Oggi questa situazione sarebbe inaccettabile perché nonostante i progressi fatto dall'industria alimentare nella formulazione di latti più simili possibile al latte materno, i vantaggi dell'allattamento al seno (o in ogni caso del latte materno) sono scientificamente provati e universalmente condivisi.

Il latte materno è l'unico alimento capace di soddisfare completamente tutte le esigenze nutrizionali dei neonati, sin dalle prime ore dal parto, fornendo le sostanze necessarie per la crescita sana. Inoltre, l'allattamento al seno e, in generale il latte umano, riduce notevolmente il rischio di asma bronchiale, allergie, obesità durante la crescita, celiachia e di morte improvvisa del neonato (SIDS).

La durata dell'allattamento dovrebbe essere la più lunga possibile: il latte materno può essere l'alimento esclusivo per i primi sei mesi se il bambino cresce regolarmente. Se la crescita non è normale è importante integrarlo con altri alimenti (divezzamento o svezzamento). Uno volta iniziato il divezzamento il latte materno può essere comunque dato, se c'è, in uno o più pasti.

Starà alla mamma e al pediatria capire se è possibile evitando problemi legati ad una eventuale insufficienza alimentare. Allattare oltre l'anno di vita diventa un'abitudine e non può avere indicazioni nutrizionali.

In rete negli ultimi anni si sono scatenate delle vere e proprie discussioni tra le sostenitrici dell'allattamento al seno contro chi sostiene che vada benissimo quello artificiale. L'argomento è molto sentito perché fa leva su istinti materni e desiderio di perfezione delle mamme. Qual è il punto di vista medico?
Chiunque sostenga che il latte artificiale (oggi definita "formula") è migliore del latte materno sostiene il falso. Di qui tutte le iniziative per favorire l'avvio e la prosecuzione dell'allattamento al seno. Tutto ciò ha generato una situazione negativa per quelle poche mamme che non riescono ad allattare (anomalie del capezzolo, patologia infettiva, agalattia ecc.) perché si sentono inadeguate come madri. Qui si inserisce il come suggerire il latte artificiale. In questi casi non si può dire che latte materno e latte artificiale sono la stessa cosa. Bisogna fare di tutto perché la mamma inizi l'allattamento al seno, ma se non riesce bisogna chiarire che i latti artificiali oggi disponibili possono essere un buon sostituto del latte materno evitando la somministrazione di alimenti non idonei. Qualcuno sostiene che non c'è mamma che non possa allattare; io penso che tutte possano provarci e devono provarci perché allattare è il completamento dell'essere madre sia in senso organico che psicologico. Evitiamo di far sentire madri di serie B quelle che non riescono ad allattare.

Quali sono le reali esigenze di un bambino? Allattamento a richiesta o a orari fissi?
L'allattamento a richiesta è sicuramente il modo migliore di allattare il bambino, ma questo sarà possibile solo quando il latte materno si sarà trasformato da colostro in latte materno maturo, cosa che avviene dopo 2-3 settimane dopo il parto. A tale epoca mamma e neonato sincronizzeranno le loro esigenze e se il bambino mangia più latte o latte più ricco aspetterà più ore prima di mangiare di nuovo, viceversa se mangerà poco o latte poco nutriente abbrevierà i tempi dell'intervallo tra le poppate. Il problema si pone nella fase inizale dell'allattamento, nelle prime due settimane dopo il parto. In questa fase è importante stimolare il seno attaccando il bambino ad entrambi i seni (mai ad un seno solo) per un periodo di 15-20 minuti ad ogni seno (è questo il modo migliore di allattare) ogni 2,5 3 ore durante il giorno e talvolta, nella fase di avvio, anche di notte. Questo è l'unico modo di stimolare la produzione del latte sfruttando la stimolazione dei capezzoli e svuotando entrambi i seni garantendo il tempo sufficiente per riempirsi di nuovo. Se così operando il neonato bagnerà i pannolini ad ogni cambio (segno che ingerisce liquidi a sufficienza) e crescerà di peso (segno di un giusto apporto calorico) l'allattamento andrà sicuramente bene.

Troppo spesso l'allattamento viene rovinato da 'interferenze' esterne, tipo parenti o purtroppo anche pediatri che insinuano il dubbio nelle mamme sul peso del bambino e la necessità di integrare il latto materno con del latte artificiale. Come fare a dare più sicurezza alle neomamme su un fatto così naturale?
Come anticipato nella risposta precedente bisogna parlare con la madre in modo chiaro e semplice. Il latte materno garantisce al neonato sia l'apporto di liquidi (acqua- circa 65 ml ogni 100 ml di latte) sia l'apporto di calorie (circa 68 calorie ogni 100 ml). La madre che inizia ad allattare non deve preoccuparsi di quanto latte prende il neonato ad ogni poppata o durante il giorno, deve solo controllare se fa pipì (segno che l'apporto idrico è sufficiente) e se cresce di peso (segno che le calorie sono sufficienti). In avvio di allattamento non è importante quanto il neonato cresce, ma è importante che comunque cresca. In questo modo ogni madre si sentirà gratificata dall'allattamento e continuerà ad allattare convinta di essere all'altezza del proprio compito. Suggerire integrazioni o la famosa "doppia pesata" è il modo migliore per far fallire un allattamento possibile.

Grazie

Ringraziamo il prof. Costantino Romagnoli, presidente della SIN Società Italiana di Neonatologia.

Margherita.net

 


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