OGGI È  
Donne, moda e tendenze capelli . Il sito delle donne online
Margherita nei tuoi preferiti? Click!

Home | Mamme | Maternità | Videogiochi: s o no?

Videogiochi: s o no?

I videogiochi sono pericolosi per i nostri bambini? Come tutto ciò che riguarda dei soggetti sensibili dipende dall'uso che se ne fa, e dalla scelta del videogioco: non c'è differenza con gli altri divertimenti, che siano film o fumetti… fareste vedere a vostro figlio un film vietato ai minori di 18 anni? Dunque perché videogiochi adatti a un pubblico adulto troppo spesso capitano in mano a dei ragazzini? Perché i genitori o chi per loro non sono informati e spesso non leggono o non danno importanza alla classificazione Pegi che dice chiaramente da che età è adatto un determinato videogame. Un altro scenario che purtroppo può rendere pericoloso l'uso dei videogiochi è il loro uso prolungato. Se non si mettono dei limiti, proprio per il modo accattivante con cui sono pensati, vien voglia di usarli per ore. Ma anche in questo caso sta a genitori ed educatori mettere dei paletti.

Ci sono alcune accortezze da tenere presenti riguardo ai videogiochi, senza demonizzarli, ma ricordando che un bambino e poi anche un adolescente non è in grado di autolimitarsi nell'uso, ed è necessario che un adulto imponga dei limiti di orario e soprattutto di scelta del gioco.

Alcuni consigli pratici per convivere con playstation & co.

- Da subito mettete degli orari e fateli rispettare, anche se vi fa comodo tenerli buoni per qualche ora, mezz'ora al giorno è più che sufficiente;

- Non posizionate Playstation, Wii o Xbox nella cameretta dei bambini, ma piuttosto in salotto dove potete controllare il tempo che gli dedicano. Se hanno console portatili non abituateli a portarle al ristorante o ovunque andiate insieme in famiglia, si abitueranno a estraniarsi dall'ambiente per rifugiarsi nel loro mondo virtuale di continuo, perdendo interesse per la realtà che li circonda;

- nell'arco della giornata cercate di pensare che tv, internet, film e videogiochi tutti insieme portano via molto tempo, non abituateli ad avere tutto tutti i giorni;

- anche se non avete in casa le console, ci sono giochi online che sono altrettanto addictive e gratuiti. Se i vostri figli giocano online, sappiate che spesso si gioca in comunità virtuali con dei perfetti sconosciuti, insegnate a non fornire dati personali;

- parlate insieme ai vostri figli, fatevi raccontare cosa piace loro dei videogiochi e giocateci anche voi qualche volta per capire se sono adatti o meno alla loro età. La classificazione Pegi è impressa in ogni videogioco venduto, imparate a conoscere la classificazione;

- Se siete genitori di bambini piccoli che non hanno ancora scoperto il mondo dei videogame, sappiate che le pressioni per usarli verranno da asilo, scuola e pubblicità in maniera capillare. Decidete voi se e quando regalargliela, e comunicatelo a nonni e zii.

Classificazione Pegi (Pan European Game Information) è il metodo di classificazione dei videogiochi in base all'età e al contenuto adatto o meno ai bambini. In vigore dal 2003 è diviso in 5 categorie di giocatori. Sulla cover di ogni videogioco potete trovare un numero che indica l'età dalla quale quel gioco è adatto. Inoltre ci sono dei simboli che indicano il tipo di contenuto.

Costanza Cristianini per Margherita.net


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

SEGUI MARGHERITA.NET

Teniamoci in contatto!
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net. Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox

ADVERSUS UOMINI
10 cose che le ragazze notano (eccome) in un uomo
Fai di Margherita.net la tua homepage. Basta fare click qui
Teniamoci in contatto! :-)
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net.
Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox