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Il post partum, oltre la psiche

Siamo abituate ad associare il termine post partum alla tristezza che colpisce in maniera diversa le mamme dopo aver partorito. Ma il post partum fisico necessita di altrettanta attenzione e cura. Quali conseguenze lascia e cosa possiamo fare per non pagarne le conseguenze più avanti? Lo abbiamo chiesto a Dialma Guida, ostetrica e terapeuta del pavimento pelvico:

Il parto determina una modificazione dei tessuti e dei muscoli perineali non certo trascurabile, anche in assenza di lesioni visibili. Anche il parto considerato più 'semplice', per via vaginale, ha comunque creato piccole lesioni o tensioni muscolari che vanno considerate e trattate.

Fondamentale, quindi, la prevenzione delle lacerazioni e questo è compito attento di chi assiste al parto e in caso di lacerazione o episiotomia, a chi risutura e ripara il 'danno'.

Sicuramente un buon lavoro preventivo in gravidanza limiterà i disturbi perineali e un'accurata rieducazione pelvica post parto eviterà i problemi che possono presentarsi nei mesi successivi alla nascita come incontinenza urinaria, prolasso uterino, il dolore sessuale detto, dispareunia.

E' importante, nell'immediato post partum, non sovraccaricare il perineo, quindi stando il più possibile a riposo (la fretta di camminare subito dopo aver partorito è dannosa ai fini di una buona ripresa organica). Già nelle primissime ore dopo il parto, può essere molto salutare fare lievi contrazioni perineali favorendo così l'irrorazione nella zona traumatizzata e ottenendo anche un effetto antidolorifico.

Assumere nel letto una posizione prona favorisce il buon riposizionamento uterino in antiversioni: sono solo alcuni dei numerosi accorgimenti per rendere più 'leggeri' i primissimi giorni dopo parto!

Dopo circa 30-40 giorni dal parto è vivamente consigliata la rieducazione del pavimento pelvico: il muscolo deve essere rieducato alle sue funzioni di contenimento e sostegno.Non dimentichiamo la percentuale di incontinenza urinaria che colpisce la donna che ha partorito: il 3% /10% delle puerpere soffre di incontinenza urinaria severa che permane se non trattata.

La riabilitazione del pavimento non va considerata solo ed esclusivamente allenamento del piano perineale: in realtà tutto il corpo interviene, nessun muscolo viene trascurato e tralasciato e la mente ha un forte coinvolgimento.

La ripresa della sessualità, dell'intimità è un altro aspetto importante e spesso trascurato: la ginnastica pelvica migliora la qualità orgasmica e riportando tonicità e forza al muscolo, ne migliora la vascolarizzazione e la sensibilità, due aspetti non trascurabili e quasi sempre alterati dopo il parto.

Inoltre il 'lavoro' sulla propria area genitale aumenta l'autostima e la sicurezza in se stesse, soprattutto in un periodo così delicato, anche dal punto di vista psicologico, periodo in cui per ovvi motivi pratici, la femminilità viene sicuramente ed erroneamente trascurata.

Parto cesareo e parto naturale, richiedono due approcci diversi alla riabilitazione post partum, quali?
Assolutamente no, se consideriamo la gravidanza come primo fattore di rischio, insieme al parto, dei disagi perineali.
Il volume dell'utero, il peso del feto, del liquido amniotico e della placenta creano comunque un peso sul pavimento pelvico, peggiorano l'edema degli arti inferiori e la postura alterata agisce negativamente sui legamenti e articolazioni.

Non avremo le lacerazioni legate al periodo espulsivo, ma importante è valutare in quale fase è stato deciso il taglio cesareo e se vi è stato comunque un travaglio attivo.

Il protocollo di rieducazione non si differenzia, sia il p.e. che il t.c. necessitano di rieducazione pelvica.

Si ringrazia per la consulenza Dialma Guida,
ostetrica e terapeuta del pavimento pelvico
www.guidalperineo.it

Costanza Cristianini per Margherita.net


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