Le allergie primaverili

Le allergie primaverili
Le allergie primaverili

Ogni anno in questo periodo si torna a parlare di allergie, anche perché la stagione primaverile, i pollini, le polveri, concorrono ad aumentare l’incidenza di questo vero e proprio problema che chi ne soffre.

Ma le allergie sono un problema che riguarda moltissime persone, durante tutto l’anno, e stanno progressivamente diventando sempre più comuni, per una serie di motivi che ci spiegherà in questa intervista la Dr.ssa Giselda Colombo, responsabile dell’Unità Funzionale Allergologia presso l’Istituto Scientifico Universitario H. San Raffaele- Milano. Ecco cosa ci ha detto.

Starnuti, occhi gonfi, prurito al naso… sono solo alcuni dei molto sintomi che chi soffre di allergia ai pollini manifesta durante il periodo della primavera. Perché il nostro corpo reagisce in questo modo? Cosa è in pratica un’allergia?

L’allergia è l’espressione clinica di uno squilibrio del sistema immunitario, che reagisce in modo sbagliato all’incontro con sostanze presenti nell’ambiente (pollini, acari della polvere, muffe, epiteli di animali, ecc), innocue per i soggetti sani.

Perchè si manifesti clinicamente l’allergia, con i sintomi classici della oculorinite, tosse e, nelle forma più grave, asma, occorre che si verifichi la coincidenza di fattori genetici (nella maggior parte dei casi vi è una familiarità per allergie), fattori ambientali (la presenza dell’allergene nell’atmosfera, la presenza di sostanze inquinanti che possono aumentare l’allergenicità dei pollini, oppure l’esposizione ad agenti infettivi, come i rinovirus che, danneggiando la mucosa delle vie respiratorie, favoriscono la penetrazione dell’allergene nella mucosa stessa e il contatto diretto con il sistema immunitario)

Perché alcune persone soffrono di ‘allergia primaverile’ mentre altre sembrano non risentirne?

Come sopra già spiegato, se non vi è la coincidenza di fattori ambientali e genetici, l’allergia non si manifesta.

Si dice che le allergie siano in aumento. È solo una cosa che si dice, oppure è vero? E se è vero, da cosa dipende questa aumentata incidenza delle allergie?

E’ vero che le allergie respiratorie sono in aumento e che circa il 15-20% della popolazione dei paesi industrializzati ne è affetta.
Da alcuni anni, l’ipotesi più accreditata, che cerca di spiegare il perché le allergie siano in aumento, è la cosiddetta “ipotesi igienica”, secondo la quale il sistema immunitario, che in era pre-antibiotica, era prevalentemente impegnato a difenderci da infestazioni parassitarie, infezioni batteriche come la tubercolosi, la sifilide, e altre infezioni , ora, essendo meno impegnato in ciò, tende a rivolgere la propria attività verso sostanze normalmente innocue.

A conferma di tale ipotesi sarebbe l’osservazione che è più facile che si ammalino di allergie bambini, per lo più figli unici, che vivono in ambienti igienicamente molto curati, rispetto a bambini che vivono in ambiente rurale, a contatto con animali e con altri bambini all’interno della famiglia, quindi con maggior possibile scambio di infezioni. A favorire l’incremento delle allergie c’è poi l’inquinamento, come già detto prima.

Esistono nuovi farmaci per contrastare gli effetti dell’allergia primaverile, magari senza quegli effetti collaterali che scoraggiano a volte le persone dall’assumere antistaminici?

Quando si parla di terapia, bisogna distinguere fra:

1) terapia sintomatica, ovvero farmaci antistaminici, cortisonici, anti-leucotrienici, che sono utili a controllare i sintomi, finchè li si assume;

2) immunoterapia specifica, ovvero i vaccini, con estratti allestiti con gli allergeni, che sono l’unica cura in grado di modificare il comportamento del sistema immunitario, non solo durante la terapia, ma anche negli anni successivi, purchè il vaccino venga somministrato correttamente.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali degli antistaminici, esistono alcuni tipi di antistaminici, come ad esempio la loratadina, desloratadina, la fexofenadina, che sono generalmente ben tollerati. Inoltre, molto efficaci sono i cortisonici per uso topico nasale o bronchiale, che sono molto efficaci e ben tollerati .

Ringraziamo la Dr.ssa Giselda Colombo, Responsabile Unità Funzionale Allergologia Dipartimento Medicina Specialistica, Istituto Scientifico Universitario H. San Raffaele- Milano

A.C. per Margherita.net

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