Il lavoro di modella. Come funziona lo scouting? Come fanno le agenzie di modelle a trovare (e scegliere) le loro modelle?

Fare la modella. Come si diventa modelle?
Fare la modella. Come si diventa modelle?

‘Sono alta 1.65m, non troppo alta dunque, ma ho un bellissimo viso, posso fare la modella?‘ Ecco una mail standard, che ci arriva regolarmente e che fa pensare che ci sia ancora tanta confusione intorno ai requisiti fisici richiesti per il lavoro di modella. Abbiamo posto la domanda a Stefano Parpinel di MP Management, agenzia di modelle a Milano, per aiutare chi sta pensando che una carriera come modella potrebbe essere nelle carte, a chiarirsi le idee. Stefano Parpinel è lo scout di MP Management, agenzia di modelle a Milano. È sempre alla ricerca di nuove modelle e conosce alla perfezione le caratteristiche che una modella, per lavorare nel mondo della moda, deve avere. Ecco cosa ci ha spiegato:

Prima di passare alla nostra domanda, cioè quali sono le caratteristiche che una modella deve avere, vorremo chiederti se puoi raccontarci qualcosa di più sul lavoro dello scout di modelle…

Stefano Parpinel: Da noi [MP Management] varie persone si occupano dello scouting. Abbiamo uno scouting director che gira tutto il mondo per trovare modelle per le nostre agenzie. Io poi a Milano mi occupo delle new faces, le nuove modelle. Per queste faccio lo scouting, cioè la ricerca, e poi mi occupo anche del development, della formazione delle modelle. Quindi mi occupo praticamente di tutti gli step. Non facciamo street casting, ma viaggio verso vari paesi dove vado a trovare delle agenzie partner, con cui lavoriamo e dove scelgo delle modelle che reputo adatte per i nostri clienti a Milano. Quindi non c’è mai lo street scouting, l’incognita e tutto il resto.

Ma le modelle italiane…?

Per le modelle italiane è un po’ diverso. Lasciami dire prima che le modelle italiane, diversamente di quello che si pensa ogni tanto, sono una manna perché nonostante l’Italia non abbia questa cultura della modella, le modelle italiane sono amatissime dai clienti italiani, dai designer italiani, sono sempre ricercate, tutti le vogliono… Lo scouting delle modelle italiane però è un po’ diverso da quello delle modelle internazionali. Certo, esistono delle ‘agenzie madre’, quindi delle agenzie che fanno proprio lo street casting, ma principalmente lo scouting si basa su quello che noi chiamiamo ‘open call’, cioè l’autoproposta. Si invia la propria candidatura al sito dell’agenzia e poi, se invitate, si va fisicamente, di persona. Noi lavoriamo principalmente così. Abbiamo una mail info e anche una sezione sul sito in cui inserire i dati. La mail viene ricevuta da tutto il booking table, viene analizzata, ovviamente se rientra in determinati parametri.

Come scegliete le modelle? Quali caratteristiche vorreste vedere in una modella?

Stefano Parpinel: Le collezioni di moda vengono create per determinati requisiti fisici ai quali la modella deve corrispondere. Non è una questione dunque di dire ‘Tu puoi fare la modella o no‘. Non siamo noi che diciamo questo, è la moda che lo decide.

Se la collezione è una taglia 38, 40 o 42 purtroppo se non sei una taglia giusta non la vesti. Se la collezione è studiata su una modella che è alta 1.75m, e tu sei alta 1.65m capisci che la collezione non la puoi rendere. Quindi la discriminante non è la bellezza.

Però, in realtà bisogna partire dall’idea che quello che i clienti cercano sono delle persone che interpretano innanzitutto la collezione, che trasmettono l’immagine che il cliente vuole dare ma soprattutto che vestano bene. Quindi la più grande discriminante – per quello che si diceva prima – di chi vuole fare questo lavoro è che purtroppo i requisiti fisici sono fondamentali.

Non sono le misure in se, perché le misure possono cambiare. Sono più che altro le proporzioni. Quindi quello che posso dire con franchezza è che non cerchiamo il numero. Non è che una deve essere 88 di fianchi, 90 di fianchi, assolutamente no. Se si hanno le giuste proporzioni, una può anche essere leggermente di più, leggermente di meno. È l’insieme che è importante.

Ringraziamo Stefano Parpinel di MP Management a Milano http://www.mpmanagement.com/

In collaborazione con ADVERSUS

 

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