La mappatura dei nevi

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Non sempre i modi di dire sono banali. Ad esempio, quanti danno alla frase ‘prevenire è meglio che curare’ il giusto peso? Pochi. Eppure quando si tratta di salute la prevenzione sarebbe doverosa, soprattutto quando basta poco. Pendiamo ad esempio il caso dei tumori della pelle. Tutti sappiamo più o meno quali sono i fattori di rischio ed i comportamenti da evitare. Ma quanti di noi sanno che una semplice visita – magari ripetuta nel tempo – dal dermatologo può aiutare ad individuare e risolvere potenziali problemi prima che questi diventino irreparabili?

Quanti di noi sanno che esiste un esame non invasivo, molto semplice se effettuato da uno specialista, per verificare lo stato di salute della nostra pelle, escludere problemi, evitare falsi allarmi, intervenire per tempo quando necessario? Quanti di noi hanno fatto la cosiddetta ‘mappatura dei nevi’?

Abbiamo intervistato le dott.sse Barbara Fossati e Donatella Rosati della Clinica Dermatologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma e ci siamo fatti spiegare in cosa consiste, a cosa serve, la mappatura dei nevi. Ecco le loro risposte.

 Cosa è la cosiddetta ‘mappatura dei nevi’? In cosa consiste, e come si svolge questo esame

La cosiddetta “mappatura dei nevi” o Epiluminescenza, o Dermoscopia fa riferimento ad un esame diagnostico non invasivo, non doloroso, che permette al Dermatologo di effettuare una diagnosi precoce di melanoma e di osservare qualsiasi caratteristica atipica sia presente nei nevi. In realtà va precisato che i dermatologi non “mappano” tutti i nevi del paziente ma li osservano con il dermatoscopio, fanno la diagnosi e registrano eventualmente solo alcuni nevi.

L’esecuzione di tale indagine si avvale oggi di diversi tipi di strumenti digitali che consentono di visualizzare delle caratteristiche che non sono altrimenti visibili ad occhio nudo, permettendo di esaminare e archiviare le immagini di nevi in esame. L‘esame dermoscopico può essere effettuato senza rischi anche nei bambini e nelle donne in gravidanza e può essere ripetuto anche a breve distanza di tempo se necessario. Questo è importante perché quando il paziente ritorna al follow up  ossia  alla  visita  di  controllo  è  possibile  confrontare  l’immagine  di  un  nevo  archiviata precedentemente con quella attuale verificando così eventuali minimi cambiamenti del nevo.

Quale è l’obiettivo della mappatura?

L’obiettivo è quello di effettuare una diagnosi precoce dei tumori cutanei sia melanocitari (nevi e melanoma)  che  non melanocitari  (carcinoma  basocellualre  e  squamocellulare)  cercando,  allo stesso tempo, di evitare inutili asportazioni chirurgiche di lesioni benigne.

Ogni quanto tempo va ripetuto l’esame?

Il Dermatologo in base, alle caratteristiche dermoscopiche delle lesioni ed ai fattori di rischio del paziente (e.g. storia personale o familiare di tumori della pelle, presenza di occhi verdi/celesti e carnagione chiara) decide con quali scadenze effettuare l’esame, che possono variare dai 3 ai 12 mesi o anche più.

Si tratta di un esame che dovremmo fare tutti?

Sarebbe consigliabile che lo facessero, almeno una volta, tutte le persone oltre i 40 anni di età. Sarà poi il dermatologo a decidere se e quando è necessario ripetere l’esame.

Sicuramente è un esame che devono fare i soggetti a rischio (esempio quelli che hanno avuto in precedenza dei tumori cutanei) ed i soggetti che hanno un elevato numero di nevi o si espongono in maniera eccessiva al sole  o si sottopongono a lampade abbronzanti.

Chi esegue regolarmente questo esame può quindi essere relativamente tranquillo che un eventuale problema sarà rilevato e curato in tempo?

I pazienti che eseguono tale esame con cadenza regolare (decisa dallo specialista), hanno sicuramente  maggiore   possibilità   che   una   lesione   atipica   venga   diagnosticata   e   trattata tempestivamente.

I tumori della pelle sono in aumento, e non solo a causa del sole. Quali sono i motivi per cui – secondo la sua esperienza – i tumori della pelle stanno aumentando nonostante la prevenzione e l’educazione della popolazione?

L’incidenza dei tumori della pelle è in continuo aumento in tutti i Paesi del mondo per molte ragioni, che includono l’allungamento della vita media, le modificazioni di abitudini all’esposizione al sole (ustioni solari per viaggi in posti tropicali) e la diffusione dello screening  che permette di identificare lesioni tumorali in fase molto iniziale.

Margherita.net

Ringraziamo le dott.sse Barbara Fossati e Donatella Rosati per le risposte date alle nostre domande.

Un ringraziamento particolare alla Prof. Peris Ketty, Professore di Dermatologia e Venereologia e Direttore della Unità Operativa Complessa di Dermatologia Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma.

 

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