Fare la modella. Come si inizia, come funziona

Fare la modella. Come si inizia, come funziona
Fare la modella. Come si inizia, come funziona

Perché sono così tante le ragazze che vogliono diventare modelle? È un sogno, un’opportunità, un qualcosa che aiuta a soddisfare il proprio ego? O magari una professione che offre la possibilità di viaggiare, guadagnare, conoscere e frequentare persone e ambienti diversi? Non lo so. Fatto è che la nostra mailbox è sempre piena di richieste di informazioni sul lavoro di modella.

Da come fare per iniziare, a come fare per evitare di prendere delle fregature, a non commettere errori, ai requisiti fisici richiesti. Noi non siamo un’agenzia di modelle, ma con le modelle – e con le agenzie – ci lavoriamo, a stretto contatto.

E per questo quando possiamo cerchiamo di farci dare queste risposte direttamente dagli addetti ai lavori. Oggi vado a pranzo con Alex Santacroce, booker di modelle da Joy Models a Milano e con Alex cercheremo di approfondire alcuni aspetti del lavoro di modella, dai requisiti fino ai guadagni.

Si pranza alla Trattoria Aurora, in via Savona, a due passi da via Forcella e per fortuna troviamo subito un tavolo libero e partiamo con la chiacchierata, a ruota libera.

Allora Alex, da dove ‘principiamo’? Immagino che anche a voi arrivino richieste di ogni genere, ragazze che mandano le proprie foto, che si presentano di persona con un book sottobraccio… che idea ti sei fatto delle ‘aspiranti modelle’, e della confusione che regna intorno a questa professione?

“Tutti i giorni riceviamo lettere del tipo “dicono che sono molto carina” oppure “sono una bella ragazza ma non ho le misure canoniche…”. In realtà anche io sono spesso confuso dalla loro… confusione. Non so se è il desiderio di apparire, di farsi conoscere a tutti i costi, ma a volte penso che si perda anche un poco il contatto con la realtà”. “Questo è un lavoro molto difficile, in cui essere realistici è fondamentale. Ci arrivano foto che non inizio nemmeno a descriverti. Fatte male, da fotografi amatoriali di provincia. Se rispondi e dici che no, non vanno bene, alcune non si fermano, anzi. “Se non ho le misure, l’altezza, allora posso fare la modella solo per il volto!” Ma una non fa la ‘voltista’, non esistono le modelle solo per il viso! E poi spiegare certe cose non è sempre molto semplice…”

Infatti, quando uno ha in testa un sogno, anche di fronte all’evidenza…

“In effetti penso che ci sia una grossa mancanza di cultura nei confronti di questo tipo di mondo. Per fare la modella [la modella di moda che sfila, che fa i servizi fotografici per le riviste di moda, le pubblicità – ndr] si devono rispettare dei parametri molto poco elastici. L’altezza, le misure, l’età… non si scappa, e non ha senso insistere, o si rientra in questi parametri, o no.”

Condivido e mi permetto di aggiungere. Ragazze che hanno un bel viso ma sono alte diciamo 165cm… non possono fare questo lavoro, e ci sono dei motivi molto validi perché questo non è possibile, non si tratta di un capriccio delle agenzie. Lo stesso vale per una ragazza che ha l’altezza ma non le misure, o che non ha più l’età giusta per iniziare. Quello che dicevi tu della cultura è vero. Secondo me è forse anche un problema in parte italiano. Allora ti chiedo, perché così poche modelle italiane? Forse le agenzie italiane sono ‘esterofile’? Preferiscono modelle straniere?

Intanto arriva la ‘tagliata di fassone alla brace’ con patate e rosmarino che avevamo ordinato. Si smette di parlare di ‘lavoro’ per un attimo e ci raccontiamo un po’ di passato, scoprendo di avere una origine professionale molto simile, anche se in due periodi storici diversi. Ma poi inevitabilmente si ritorna sull’argomento. Le modelle italiane, che in generale sono la minoranza rispetto a quelle straniere.

POCHE MODELLE ITALIANE

“In effetti quella delle poche modelle italiane è una domanda che mi sono spesso posto anche io” mi risponde Alex “Non me ne sono ancora totalmente fatto una ragione. Forse – per fortuna – per cultura in Italia si preferisce fare altro nella vita, che poi forse è la scelta più saggia. Mentre le ragazze straniere sono più aperte a livello culturale. Lasciano la scuola per un mese, l’università, si prendono un periodo sabbatico… sono più aperte, indipendenti dalle famiglie, si lanciano [letteralmente, a volte anche senza pensarci – ndr.] in questo mondo”.

“Per esempio io ho adesso una modella americana bellissima, che sta lavorando benissimo, e lei è antropologa. Presa la laurea in antropologia ha detto “…ma sai cosa? Ho i numeri per fare la modella, giro l’Europa, sfrutto la situazione. dal punto di vista economico. Mi sembra un bell’esempio, prima ha studiato, e adesso avendone la possibilità si diverte a fare la modella per un periodo”.

Ma per l’agenzia di Milano sarebbe meglio una modella straniera che viene qui, o una modella che abita già a Milano?

“Per l’agenzia sarebbe meglio se la modella fosse di base nella città dove lavora, se avesse una sua casa. Dal punto di vista economico andrebbe ad ammortizzare dei costi che comunque una modella straniera ha, rispetto ad una che già vive qui. Appartamento, “pocket money” [la paghetta settimanale che le modelle ricevono dall’agenzia per sostenersi – ndr] …probabilmente sarebbe meglio una modella di base qui, italiana magari”.

E per quanto riguarda i canoni di bellezza? Come la mettiamo tra bellezza ‘all’inglese’ e quella ‘mediterranea’?

“Nel mondo della moda vigono dei canoni di bellezza non proprio ‘mediterranei’. Abbiamo il ‘London style’, l’americanona… devo ammettere che gli standard di bellezza italiana non sono richiestissimi nel mondo della moda. A parte rare eccezioni naturalmente.”

“E poi, continuando a parlare dei pro e dei contro, l’apertura mentale delle modelle provenienti dai paesi del nord Europa gioca a loro favore. Per farti un altro esempio. Abbiamo appena preso una bellissima modella finlandese. 18 anni, perfetta, non aveva nemmeno una foto ma ci piaceva e la abbiamo invitata. Nessun problema, ha preso ed è venuta a Milano. Lassù non hanno quel legame con la famiglia che abbiamo noi in Italia, magari sentono la mamma tre volte in un mese… e magari anche questo le aiuta a spostarsi con più facilità, è diverso da qui”.

E poi l’Italia è lunga. Se una modella non è nata o non vive a Milano, diventa difficile iniziare… in provincia tra fotografi amatoriali e concorsi di bellezza locali non si va molto lontano…

“Infatti, riceviamo candidature spontanee da parte di aspiranti modelle che ti fanno vedere book amatoriali che non dicono nulla. I fotografi di provincia… una deve per forza fare una scelta decisiva. O molli tutto e vai a Milano, Londra Parigi New York, e poi te la devi giocare tutta, altrimenti i concorsi di provincia non servono a niente. È anche un meccanismo che si autoalimenta. Se sei una ‘new face’ ma sfili – che ne so – per Versace perché ti hanno notata… e poi inneschi un meccanismo… da lì parti. Se hai fatto una sfilata in provincia, per sdrammatizzare ti dico ‘alla fiera della caciotta’ non hai fatto niente in realtà. Per fare la modella di moda, devi fare delle scelte di vita da modella”.

Suona il telefono. una modella che ha urgentemente bisogno di parlare con il suo booker?

“No… no… niente… è la mamma…” mi risponde sorridendo…

Guarda che questa la metto nell’intervista!!

“Mettila, mettila pure. La mamma è sempre la mamma… 🙂 Parlando di italiani…”

Una volta le modelle dicevano: vado a Milano, non guadagnerò, ma mi faccio il book. Nel senso che i lavori a Milano non hanno mai veramente fatto diventare ricche le modelle, ma dal punto di vista del materiale fotografico, sì. E poi da Milano con quel book si va a Parigi, o New York, a Miami e in Germania per i cataloghi… è ancora così o adesso Milano non serve nemmeno più per il famoso book?

“Siamo nella fase in cui a Milano riesci ancora a farti il book, con l’aiuto e l’attenzione necessaria da parte dei booker visto che ci sono molti fotografi ‘improvvisati’ che si propongono per realizzare i book delle modelle, e rischi di perdere e far perdere del tempo.

Però per fortuna a Milano ci sono molti giovani fotografi di talento con i quali si lavora bene. Quindi, per il momento ancora, le cose sono sempre così, a Milano ci si fa il book. Per il resto… per quanto riguarda il lavoro, i clienti abbassano i budget, e i compensi scendono. È una situazione generalizzata che riguarda anche le agenzie più importanti. Credo che oggi sia difficile dire di no anche quando i budget sono risicati. Le modelle che vengono a Milano e ripartono ricche… non sono molte. Molte tentano la strada dell’Asia, dove ci sono budget più alti, e dove si sta vivendo una situazione tipo quella nostra dei tempi d’oro”.

L’Asia è quindi la nuova destinazione per guadagnare bene?

“Sì, per certe modelle almeno, sì. Sempre la modella ‘antropologa’ di cui ti parlavo prima, ha lavorato anche a Parigi, Londra, Germania, ma alla fine adesso è in Giappone dove si lavora con budget molto più alti di quelli europei, e dove si guadagna molto bene. Laggiù è anche molto più facile trovare dei lavori interessanti, per certi versi. E stranamente anche le modelle asiatiche, qui a Milano in periodo sfilate, lavorano molto bene”.

MA QUANTO SI GUADAGNA A FARE LA MODELLA?

Parlando di crisi, soldi, budget… puoi aiutarci a capire quanto può guadagnare una modella, in un mese, a Milano? Parliamo di una modella normale e mi rendo conto che ti sto chiedendo di fare delle grosse approssimazioni.

“Come hai detto anche tu, è molto difficile perché sono tutte storie diverse. Per esempio, provo a darti qualche idea approssimativa”.

Show room
“Per una ragazza che viene a fare show room, con uno show room che paga bene, siamo intorno ai 250 euro al giorno [lordi perché c’è la percentuale di agenzia], o uno show room che paga poco… sui 120 lordi al giorno. Fai due conti, per i due o tre mesi della durata media di uno show room…”

Modelle editoriali, redazionali di moda
“Le modelle editoriali lo fanno ‘per la gloria’. I soldi a meno che non sia una top o quasi, sono pochi.”

Le modelle commerciali, pubblicità
“Le modelle commerciali, se hanno fortuna, non hanno chiaramente un fisso ma se fanno un paio di grossi lavori commerciali, magari si possono portare a casa 10.000 euro. Però magari il mese dopo… niente. Anche qui, prova a fare tu i conti…”

“Se devo darti una classifica, in generale penso che in questo momento, a Milano, le modelle che fanno lo show room sono quelle che guadagnano meglio, ma si tratta di un lavoro difficile, pesante, lavorano sempre, e magari devono rinunciare o non sono adatte per vari motivi ad altri tipi di lavoro come modella”.

“Considerando che poi – come ti dicevo prima – le modelle straniere devono anche pagarsi i costi di permanenza a Milano, mediamente, a fine mese non è molto quello che entra nelle loro tasche. Per una modella media… la competizione è forte”.

Arriva il caffè. Niente digestivo. Tra la dieta e il quadro piuttosto ‘amaro’ che Alex ci ha descritto… non ne abbiamo più bisogno 😉

Allora, care ragazze, avete capito? Fare la modella non è semplice nemmeno per quelle che rientrano in pieno nei ‘parametri’ di età, altezza, misure. Un mercato depresso, la forte competizione e tanti altri fattori fanno del lavoro di modella una delle professioni più frustranti e meno remunerative, anche se è chiaramente sempre un lavoro che affascina e incuriosisce.

Quindi, a meno che non siate la prossima Kate Moss, il nostro consiglio è il seguente: studiate e cercate di ‘sistemarvi’ in maniera tradizionale. Se avete (ma se li avete sul serio) i requisiti richiesti, e volete provarci, fatelo rivolgendovi da subito all’agenzia giusta, a Milano, e date il 100%. Se funziona, lo capirete subito, nel giro di pochi mesi.

Ancora grazie ad Alex Santacroce di Joy Models, Milano.

Alessio Cristianini per ADVERSUS
Ringraziamo Alex Santacroce – Booker presso JOY Model Management a Milano http://www.joymodels.com

Se ti piace Margherita.net abbonati gratis alla nostra newsletter settimanale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.