Emicrania: quando le cause sono (anche) psicologiche

Emicrania: quando le cause sono (anche) psicologiche
Emicrania: quando le cause sono (anche) psicologiche

Chi soffre di emicrania deve imparare a conoscersi ed a riconoscere le varie situazioni trigger. Con qualche seduta psicoterapica mirata, si può effettuare un intervento volto a insegnare tecniche di rilassamento e gestione dello stress che possono essere messe in atto con ottimi risultati. Intervista alla D.ssa Barbara Mezzani

L’emicrania è un problema molto diffuso, e – passateci il termine – anche purtroppo molto ‘sentito’. Ma forse non tutte sanno che in molti casi è possibile cercare di prevenire l’insorgenza degli attacchi, quando questi siano determinati da stati forte stress e di ansia, imparando ad individuare i segnali premonitori, e a gestire di conseguenza la crisi imminente, con l’obiettivo di evitarla. Ne abbiamo parlato con la D.ssa Barbara Mezzani, Medico chirurgo, specialista in psichiatria e psicoterapeuta. Ecco cosa ci ha spiegato.

Può spiegarci innanzitutto quando un mal di testa non è più un semplice mal di testa, ma un attacco di emicrania? Cosa caratterizza l’attacco di emicrania?

L’emicrania è una forma cronica di mal di testa. Si differenzia da un normale mal di testa per le caratteristiche del dolore che è pulsante e generalmente localizzato a metà della testa, da cui il nome. In realtà il dolore cronicizzandosi, può assumere caratteristiche diverse fino addirittura a diventare cervicale.

E’ sempre però presente l’intolleranza alla luce, ai rumori e molto spesso agli odori. Generalmente il dolore peggiora con il movimento. L’emicrania può inoltre presentarsi con sintomi neurovegetativi (nausea, vomito…) e neurologici (parestesie alla faccia, scotomi luminosi….). E’ un dolore fortemente invalidante, che richiede alla persona che ne soffre, di stare al buio, lontana da ogni tipo di stimoli.

Perché sono solitamente le donne le più propense a soffrire di questo importante disturbo?

Le donne sono più soggette agli attacchi di emicrania prima di tutto per una questione ormonale: sono frequenti crisi emicraniche prima del ciclo, durante il ciclo ed anche ex vacuum, cioè al termine del ciclo. Gli ormoni influenzano pesantemente l’incidenza degli attacchi emicranici, tanto che numerose donne presentano attacchi solo nel periodo del ciclo mestruale. Inoltre le donne sono più sensibili a tutti i fattori di stress che possono essere considerati trigger per l’emicrania

In che modo stress, ansia, possono contribuire nell’insorgenza di un attacco di emicrania?

Chi soffre di emicrania è soggetto ad attacchi dovuti a qualsiasi piccolo cambiamento. Gli stati di ansia e lo stress possono determinare facilmente un attacco di emicrania per varie ragioni: innanzitutto vi sono delle modificazioni a livello vasomotorio, probabilmente alla base dell’emicrania, inoltre da un punto di vista propriamente psicologico, vi è un’alterazione dell’equilibrio psicofisico che viene interpretato dal nostro organismo come un mutamento a cui può rispondere con uno stato doloroso. Quando il mal di testa si è cronicizzato, qualsiasi emozione o stato d’animo non adeguatamente gestito, può causare l’insorgenza di un attacco di emicrania. Bisogna inoltre ricordare che chi soffre di disturbi di ansia e disturbi dell’umore è di per sé predisposto all’emicrania ed ha più probabilità che tale fenomeno si cronicizzi.

Quando sono state escluse altre cause, e si è sicuri che si tratta di emicrania, come si può (o si deve) intervenire a livello psicologico? È possibile attenuare o rendere meno frequenti gli attacchi con terapie diverse da quelle che solitamente vengono prescritte a chi soffre di emicrania? E se sì, può spiegarci come e con quali prospettive?

Bisogna distinguere fra le varie terapie che vengono proposte per l’emicrania: qualora infatti si sia scatenato un attacco o sia in procinto di farlo, è chiaro che la terapia più adeguata è quella farmacologica con i farmaci antiemicranici. E’ infatti molto improbabile che con altre strategie possa passare un attacco di emicranica. Certo è che è possibile prevenirlo intervenendo in maniera efficace sulla gestione dello stress, insegnando tecniche e strategie per affrontare situazioni di ansia in maniera diversa. Al di là quindi delle terapie farmacologiche, vi è la possibilità di effettuare interventi psicoeducazionali che insegnano quali sono i segni premonitori dell’attacco emicranico facendo sì di poter mettere in atto abilità comportamentali tali da non sfociare in un attacco conclamato. Chi soffre di emicrania deve imparare a conoscersi ed a riconoscere le varie situazioni trigger. Con qualche seduta psicoterapica mirata, si può effettuare un intervento volto a insegnare tecniche di rilassamento e gestione dello stress che possono essere messe in atto con ottimi risultati.

Ringraziamo la D.ssa Barbara Mezzani, Medico chirurgo, specialista in psichiatria e psicoterapeuta Sito web: http://www.sospsichefemminile.it/

A.C. per Margherita.net

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