C'è
anche chi si licenzia Cosa dovete sapere prima di farlo...
In periodi di crisi economica come quello in cui stiamo vivendo è
strano parlare di 'come licenziarsi', ma mettetevi nei panni di chi è
all'inizio di una vita lavorativa, ha molte speranze, molte aspettative
e ambizioni e si trova 'impantanato' in un lavoro che è tutt'altro
che soddisfacente.
Non vi sembra che, come in amore, anche nel lavoro si abbia diritto a
una seconda chance (e anche terza, quarta...)? magari dopo anni di studi
e specializzazioni non vi meritate 'il primo posto che capita', e con
un po' di fortuna e di perseveranza riuscirete a trovare il lavoro giusto
per voi. alcuni consigli ci permettiamo di darli noi...
partite rispondendo a queste due semplici domande: sono soddisfatto
della mia vita lavorativa? posso permettermi di rimanere senza uno stipendio
per qualche mese? Se la risposta alla prima domanda è negativa
ma anche alla seconda domanda lo è, il nostro consiglio è:
non licenziatevi adesso.
se invece siete stati oculati e previdenti e siete entrati nel mondo
del lavoro coscienti che il posto fisso è ormai solo oggetto
di studio sul passato, allora potete permettervi di prendervi il classico
periodo di riflessione.
il passo successivo, prima di presentare le vostre dimissioni, è
quello di fare visita a un'agenzia di collocamento (magari temporaneo)
per vedere che cosa offre il mercato al vostro profilo. Vi sconsigliamo
di testare la salute del mercato del lavoro solo dalla quantità
di annunci che leggete sui quotidiani. Se leggete bene la maggior parte
di questi è rivolta a personale di altissimo livello e con molta
esperienza oppure a figure professionali che lavorano a percentuale
(niente stipendio fisso quindi e niente assunzione soprattutto, e di
queste ricerche i giornali sono pieni)
se entrate nell'ordine di idee di affidarvi a un'agenzia di lavoro
temporaneo l'elasticità mentale non vi deve mancare: un giorno
potreste lavorare in una multinazionale come assistente e il giorno
dopo vi possono offrire un lavoro di tutt'altro genere, sta a voi capire
se siete abbastanza pronti a cambiamenti di questo genere nell'arco
di pochissimo tempo (badate che cambiare lavoro spesso significa anche
non riuscire a instaurare legami duraturi con colleghi di lavoro)
se pensate quindi di essere pronti a buttarvi nel mondo di lavoro
e mettervi in discussione, allora fatelo: ricordate che essere soddisfatti
nella vita lavorativa influenza moltissimo la vostra vita privata e
quindi se dovete cambiare lavoro, fatelo prima che sia troppo tardi,
prima cioè di avere rovinato rapporti sentimentali a causa dei
vostri continui malumori causati dall'insoddisfazione professionale.
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