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Ritorno a casa. 1 donna su 5 lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio

In Italia, una donna su cinque smette di lavorare dopo la maternità. A distanza di 18-21 mesi dalla nascita dei figli, secondo dati Istat, ben il 20,1% delle neo-mamme lascia il posto di lavoro. Ad abbandonare la carriera sono, in particolare, le madri fino a 30 anni. Sempre secondo i dati divulgati dall'istat, tra queste ex lavoratrici il 7% perde il lavoro, il 24% non vede rinnovato il proprio contratto e il 69% abbandona il lavoro di propria volontà. Per il 60,8% delle madri, la motivazione più ricorrente è quella di voler 'passare più tempo con i propri figli' e l'inconciliabilità del lavoro con l'organizzazione familiare.

Questi i dati apparsi recentemente su molti organi di informazione e che hanno destato sorpresa in molti, non certo nelle mamme, le quali sono ben coscienti della situazione reale del lavoro in Italia, e soprattutto dei costi da sostenere per allevare un figlio e la conseguente rinuncia al lavoro non solo per problemi organizzativi, ma anche economici. Sembrerebbe un controsenso: se si ha bisogno di soldi perché rinunciare a uno stipendio? Perché, innanzi tutto, i servizi non ci sono, quelli pubblici funzionano a singhiozzo (tra scioperi e assemblee) e non sono un diritto di tutti, checché ne dicano i vari assessori all'educazione. Sul fatto che sono un servizio a singhiozzo, ecco un esempio: provate a organizzare un appuntamento di lavoro e quel giorno c'è uno sciopero o una assemblea sindacale, realtà assai frequente, che fate? Non potete far altro che far saltare l'incontro di lavoro, con le conseguenze che potete immaginare sulla vostra carriera.

Ecco che allora chi ha bisogno di un servizio vero, nel senso di avere la certezza che l'asilo o scuola materna ci sia tutti i giorni e non quando piace ai sindacati, si deve rivolgere a strutture private e i costi si elevano a tal punto che almeno finché i bambini sono in età di asilo nido, è più conveniente per una mamma starsene a casa senza sensi di colpa e con un budget più consistente in tasca. Parliamo di cifre? Se un asilo nido privato costa 600 euro al mese e la baby sitter la si deve comunque avere per i periodi in cui il bambino è malato, quanto di uno stipendio medio rimane in tasca a una famiglia?

E'civile un paese in cui le mamme che lavorano lo possono fare solo perché hanno i nonni a disposizione a tempo pieno per badare ai loro figli? Immaginate cosa succede quando i nonni non sono disponibili. Tutta l'organizzazione salta. E che dire di un paese in cui il part time è solo una chimera di cui si riempiono la bocca i politici per parlare di welfare e simili? Ne abbiamo di strada da fare in Italia e, nel frattempo, non ci restano che due soluzioni: rimanere a casa in barba a tutte le conquiste sociali ottenute dalle nostre madri oppure dedicarci alla carriera, e quindi entrare nel vortice dell'organizzazione e dell'equilibrismo che alla lunga logora i nervi, e la vita, anche delle persone più forti.


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