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Ringraziamo il Dott. Luigi SCHIAVO
Nutrizionista (Numero Iscrizione Albo 055729)
Dottore di Ricerca [Settore Fisiologia, Endocrinologia e Metabolismo]
Socio SICOB [Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle Malattie Metaboliche]
www.schiavonutrizione.it

Diete dimagranti: consigli e informazioni utili

"La variazione di peso ottenibile durante un percorso dietologico dipende da diversi fattori tra cui: sesso, età, peso iniziale, composizione corporea in termini di massa grassa e magra, rapporto del paziente con il cibo, ecc. "

È il periodo dell'anno in cui si pensa ad una dieta dimagrante, anzi, considerata la stagione ormai avanzata, è proprio questo il periodo in cui si può cadere nell'errore di cercare una dieta 'di emergenza' che ci faccia perdere in breve tempo quei chili di troppo che nei mesi scorsi non avevamo tenuto nella dovuta considerazione. Troppo tardi? Probabilmente sì. Ma non è mai troppo tardi per capire quali sono i rischi di una dieta fatta in casa - o consigliata da un esperto che in fin dei conti così qualificato poi non è.
Abbiamo intervistato il Dott. Luigi Schiavo, nutrizionista casertano, e gli abbiamo posto le domande più frequenti tra le molte che riceviamo in redazione, in tema di diete dimagranti. Ecco cosa ci ha risposto.

Ci sono diete ed 'esperti' che promettono cali di peso che - se ottenibili - si portano spesso dietro anche problemi che chi affronta una dieta di solito non conosce, non può immaginare. Quali sono i problemi e i disturbi più importanti e potenzialmente pericolosi che una dieta troppo drastica o errata può causare?

Cominciamo con il precisare che "dimagrire" in termini biologici significa perdere "massa grassa"; quindi tutte le diete che intaccano la parte nobile del nostro corpo e cioè la cosiddetta " massa magra" (muscoli, scheletro, acqua, vitamine e sali minerali) possono essere dannose.

Dal punto di vista clinico invece, diete qualitativamente e quantitativamente non equilibrate in termini di macro- e micro-nutrienti possono determinare alterazioni renali ed epatiche, squilibri elettrolitici, alterazioni dell'emocromo, demineralizzazione ossea e, nelle donne, alterazioni del ciclo mestruale.

Quale è il calo ponderale considerato fisiologico, ottenibile senza rischiare di incorrere nei disturbi che ha appena descritto?

La variazione di peso ottenibile durante un percorso dietologico dipende da diversi fattori tra cui: sesso, età, peso iniziale, composizione corporea in termini di massa grassa e magra, rapporto del paziente con il cibo, ecc.
Appare evidente quindi che un soggetto con un alto grado di obesità perderà più facilmente peso rispetto ad uno sovrappeso. In genere, la variazione di peso dovrebbe assestarsi su 1 Kg a settimana nelle persone che devono perdere il 10% del peso iniziale e circa 2 Kg a settimana nelle persone con obesità patologica.

Quali gli errori più frequenti che, nella sua attività professionale, riscontra in chi si rivolge a lei dopo aver provato - senza successo - a seguire una dieta di propria ideazione o seguendo il consiglio di un'amica?

Purtroppo ancora oggi mi capita di seguire pazienti che hanno fatto uso o abuso di farmaci anoressizzanti piuttosto che limitanti l'assorbimento dei grassi. Inoltre, un'altra grossa fetta di pazienti è rappresentata da quelli che seguono le diete del momento che promettono risultati miracolosi ma che poi si rivelano solo dei "bluff".
Credetemi, come sono solito dire ai miei assistiti: in dietologia non esistono scorciatoie o diete miracolose, bisogna invece capire le cause che hanno determinato l'incremento ponderale ad adottare misure dietetiche opportune e personalizzate che tengano conto dello stile di vita di ciascun soggetto.

Invecchiando il metabolismo rallenta, diventa più difficile mantenere il peso ideale... quali i suoi consigli quando si vede che il nostro corpo si appesantisce, non reagisce più ad una dieta o ad un aumento dell'attività fisica come prima?

Uno dei fattori che influenza il metabolismo energetico di una persone è certamente l'età per cui mano mano che avanza si assiste ad un rallentamento della velocità metabolica. Inoltre con il passare degli anni si verificano anche variazioni ormonali importanti e modificazioni della composizione corporea con incremento della massa grassa e diminuzione di quella magra. Il consiglio? Saper cogliere i cambiamenti del nostro corpo ed adeguare l'alimentazione ed il tipo di attività fisica alle diverse fasi della vita magari con l'aiuto di un esperto che vi possa guidare nel ritrovare dei nuovi equilibri psico-nutrizionali.

Quali problemi può nascondere un aumento del peso corporeo, o la difficoltà a riprendere il peso forma? Senza allarmare i lettori, ma quali disturbi possono essere alla base dell'aumento di peso?

In genere le patologie che determinano squilibri ormonali possono, in soggetti predisposti, favorire l'incremento di peso. Giusto per fare qualche esempio, le donne con la sindrome dell'ovaio policistico oppure affette da tiroiditi autoimmuni quali la Tiroidite di Hashimoto spesso hanno difficoltà nel mantenere un giusto peso; allo stesso modo i soggetti con squilibri ipotalamo-ipofisari oppure con problemi di iper-insulinemia o di iper-cortisolemia, in genere sono in sovrappeso o obesi . E' bene inoltre ricordare cha anche alcune terapie farmacologiche, per esempio con cortisonici, spesso hanno come effetto collaterale l'incremento ponderale

Quali sono le figure professionali qualificate più adatte ad impostare una dieta dimagrante? A chi rivolgersi con fiducia senza correre il pericolo di incappare in un 'praticone' delle diete?

A questa domanda vorrei rispondere utilizzando il Parere del Consiglio Superiore della Sanità formulato nelle sedute del 15 Dicembre del 2009 e del 12 Aprile del 2011 inerente le competenze in materia di nutrizione delle professioni di medico, biologo e dietista. Mentre il Medico Chirurgo può, ovviamente, prescrivere diete a soggetti sani e malati, il Biologo Nutrizionista può elaborare e determinare diete nei confronti sia di soggetti sani sia dei soggetti cui è stata diagnosticata una patologia da parte del medico chirurgo. In tale ambito il Nutrizionista può anche suggerire integratori alimentari stabilendone o indicandone anche la modalità di somministrazione. Infine, il dietista (profilo professionale dell'area tecnico sanitaria, D.M. n° 744 del 1994) collabora con il medico ai fini della formulazione delle diete su prescrizione medica.

Cosa possono fare i pazienti che soffrono di obesità patologica che si sono sottoposti a diversi trattamenti dieto-terapici senza ottenere alcun risultato?

Quando dall'anamnesi nutrizionale emerge che il paziente ha provato varie terapie dietetiche e nutrizionali con o senza medicinali associata ad attività fisica, ottenendo risultati insoddisfacenti e di breve durata, allora potrebbe essere indicata la Chirurgia Bariatrica o Chirurgia dell'Obesità il cui obiettivo è non solo quello di ridurre il peso corporeo ma anche e soprattutto di limitare le complicanze legate all'eccesso ponderale. Attualmente la chirurgia associata a modifiche comportamentali è il solo metodo documentato per ottenere, nei pazienti con obesità patologica, una perdita di peso duratura.

Ringraziamo il Dott. Luigi SCHIAVO - CENTRO PER IL TRATTAMENTO DIETOLOGICO E CHIRURGICO DELL'OBESITA'
Nutrizionista (Numero Iscrizione Albo 055729)
Dottore di Ricerca [Settore Fisiologia, Endocrinologia e Metabolismo]
Socio SICOB [Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle Malattie Metaboliche]
Sito web: www.schiavonutrizione.it
E-mail: posta@schiavonutrizione.it

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