Dieta dimagrante? Sì, ma come?

Dieta dimagrante? Sì, ma come?
Dieta dimagrante? Sì, ma come?

Si parla sempre molto di diete dimagranti, soprattutto in un periodo con quello primaverile in cui tutti iniziano a fare i conti con la propria forma fisica e spesso decidono che è arrivato il momento di mettersi a dieta.

Sì, ma come? Cosa significa mettersi a dieta? E come evitare di commettere errori che se da una parte possono compromettere i risultati della dieta, dall’altra possono causare danni anche gravi alla salute?

Il Prof Lorenzo Maria Donini, Docente di Scienza dell’Alimentazione – Università di Roma “Sapienza”, ci spiega in questa intervista le basi di una dieta seria ed efficace, e soprattutto ci mette in guardia dai pericoli delle diete “fai da te” o dai prodotti miracolosi che in questo periodo dell’anno affollano gli spazi pubblicitari di riviste e giornali, e le vetrine di erboristerie, farmacie, negozi specializzati in integratori alimentari.

La domanda che riceviamo più frequentemente da parte delle nostre lettrici: “Ho deciso di mettermi a dieta, sul serio, ma non so da dove iniziare”. Da dove si inizia? Tra il dire e il fare c’è spesso di mezzo il mare, e quando si parla di diete questo mare è spesso molto difficile da attraversare…

Capire il significato del termine “dieta” che può essere declinato in tre diversi modi:

La dieta (dal greco ······ modo di vivere”) è l’insieme degli alimenti che gli esseri umani assumono. Per estensione “stile di vita” considerando anche l’attività fisica.

Dieta come Regime alimentare: metodo per modificare lo stato di nutrizione nei casi di malnutrizione (per eccesso o per difetto), in patologie che lo influenzano (insufficienza renale, insufficienza epatica, …) o che, a loro volta, possono giovarsi di un diverso comportamento alimentare (diabete mellito, dilsipidemie, allergie o intolleranza alimentari).

Dieta come “manipolazione”, spesso fantasiosa ed incongrua, del comportamento alimentare, che mira ad ottenere risultati strabilianti (sia per la loro entità, che per la loro brevità). In genere presuppone la reiterazione di “falsi miti e credenze”, la “riscoperta” in altra forma di proposte già dimostratesi inefficaci, l’uso del “latinorum”, assenza quasi totale di evidenze scientifiche, una grande capacità istrionico/stregonesca unita ad una noncuranza scientifica del proponente.

Escludendo il terzo, per il secondo (anche se applicato ad un semplice (??!!) dimagrimento per sovrappeso) è comunque necessario individuare un professionista serio e qualificato. Idealmente un medico specialista in scienza dell’alimentazione.

Rendersi conto che “perdere peso” e “”dimagrire” non sono sinonimi. Il secondo termine si riferisce unicamente alla perdita di massa grassa indispensabile per ottenere significativi vantaggi in termini di salute e forse anche estetici.

Considerare che il continuo ricorso a “diete” (soprattutto se prive di validità scientifica) favorisce quasi sempre in tempi medi un aumento di peso e è un fattore di rischio acclarato di comparsa di disturbi del comportamento alimentare (sia esso di tipo restrittivo – leggi anoressia nervosa- che di tipo bulimico – leggi bulimia nervosa e binge etating disorder)

Quali sono gli errori alimentari che, nella sua esperienza clinica e nella sua pratica professionale, vengono più frequentemente commessi da chi decide di mettersi a dieta, di dimagrire con una dieta “fai da te”?

Esclusione di interi gruppi di alimenti (cereali in primis: sembra che ultimamente solo pane e pasta facciano ingrassare!) con rischio di carenze di nutrienti e effetti paradossi (perdita di peso a scapito della massa magra invece che di quella grassa)

Eccessiva restrizione con effetto rebound, disinibizione del comportamento e perdita definitiva del controllo

Ricorso a integratori e pasti sostitutivi senza alcuna logica

Salto dei pasti (iniziando dalla colazione) o digiuno

Quali sono i rischi principali per la salute a cui si può andare incontro quando – con dieta troppo stretta ed esercizio fisico intenso – si perdono troppi chili troppo rapidamente?

Nelle donne una rapida perdita di peso spesso comporta amenorrea (perdita del ciclo mestruale)

L’esercizio fisico intenso, soprattutto in chi non è allenato, rischia di creare problemi muscolari ed articolari. Oltretutto i soggetti obesi (ma anche molti soggetti sovrappeso) possono avere una relativa fragilità cardiorespiratoria che necessita di attenzione.

L’incongrua selezione di alimenti può comportare carenze di nutrienti (sali minerali, vitamine…)

Quanti chili si possono realisticamente perdere in un determinato arco di tempo, seguendo una dieta corretta e non mettendo a rischio la salute?

1 kg a settimana (in un kg di massa grassa sono intrappolate circa 7.900 kcal che è poco probabile possano essere “bruciate” in un lasso di tempo più breve)

Una perdita superiore inevitabilmente (le leggi della temodinamica e della biochimica non ammettono discussioni) avverrà a scapito di massa magra e acqua

Vengono venduti nelle farmacie, nelle erboristerie, nei negozi di integratori alimentari per sportivi, prodotti che dovrebbero stimolare il calo del peso corporeo, o a limitare l’assorbimento del cibo. Cosa dobbiamo pensare? Servono, non servono, possono essere pericolosi?

Oltre ad essere totalmente inutili rischiano di essere pericolosi: anche per i nutrienti vige la regola che “la dose fa il veleno”.

Grazie

Alessio Cristianini per Margherita.net

Se ti piace Margherita.net abbonati gratis alla nostra newsletter settimanale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.