Curarsi con il cibo, si può?

Un altro percorso di studio è stata la scuola di erboristeria, dove ho approfondito gli aspetti terapeutici dell’uso di erbe. Tutto questo unito allo yoga e alla meditazione, per mettere a punto uno stile di vita ottimale.

Ivy Mascucci
Ivy Mascucci

Quando ho scoperto il blog ‘Dolce senza zucchero’, oltre alla quantità di ricette prelibate e salutari, mi ha colpito la storia di Ivy Mascucci, la sua ricerca e ostinazione per cucirsi su misura un’alimentazione che facesse stare bene lei e suo marito, e poi attraverso i suoi studi e i suoi libri, quanta più gente possibile.
Ma è davvero possibile curarsi con il cibo? La sua storia è molto interessante: Ivy e suo marito sono giovani e neosposi, entrambi con due malattie autoimmuni importanti: diabete di tipo 1 lui, e tiroidite di Hashimoto lei. Entrambi in cura con farmaci. Oggi dopo otto anni di un nuovo stile di vita e soprattutto di un’alimentazione naturale hanno cambiato vita e soprattutto diminuito drasticamente l’uso di farmaci.

Ivy ha il blog, dolcesenzazucchero.com, ha pubblicato due libri e tiene una Scuola di salute totale: 11 mesi in cui insegna come passare da un’alimentazione convenzionale ad una più naturale, per un graduale detox di tutti gli organi e per trovare l’alimentazione più giusta per la propria salute.

Leggendo la tua storia, il cambiamento che avete avuto tu e tuo marito sembra quasi facile. Suppongo invece sia stato un percorso lento. Come hai trovato la strada giusta per un’alimentazione ideale? Quali studi o esperienze in questo campo hai avuto?

Quando ho conosciuto mio marito stavo per trasferirmi all’estero per lavoro. Avevo uno stile di vita frenetico, fatto di pranzi veloci consumati al bar e in più mi piacciono i dolci, da sempre. Mio marito proviene da un’alimentazione molto convenzionale, considerata la classica dieta mediterranea con ingredienti da supermercato. Mi ha subito colpita il fatto che mio marito per il suo diabete non potesse mangiare dolci. La sua alimentazione la sera, ad esempio, dopo il lavoro, consisteva di minestra, patate, carote e zucchine a vapore, fuori stagione. Non poteva mangiare nè zucchero nè miele a causa del diabete.

A me invece piacevano i dolci e questa incapacità di poter condividere i dolci con mio marito era triste, ho iniziato quindi a fare una ricerca con metodo. Ho deciso di andare fino in fondo e farmi una prima educazione su cosa fosse il diabete; ho letto inizialmente il manuale per familiari di pazienti con diabete di tipo 1. Era il 2010, ho iniziato a fare tutto il possibile per recuperare materiale in italiano e inglese. Ho quindi letto molti autori, Montignac è quello che mi ha convinta di più, mi si è aperto un mondo: partendo dal desiderio di creare dei dolci mangiabili anche da un diabetico, ho iniziato a sperimentare ingredienti nuovi: farine di mandorla, farina di ceci e man mano ho scoperto la reazione da parte di mio marito. Dal momento che lui si misura l’insulina molto spesso, abbiamo potuto constatare subito l’impatto che questi ingredienti avevano sulla sua glicemia, ma anche sul suo benessere, in un paio di mesi aveva perso 8 kg, niente più gonfiori e ha trovato un benessere che non aveva prima.

Dopo questo primo periodo, durato 4 o 5 mesi, era completamente in forma, ha ridotto notevolmente l’assunzione di insulina, dorme meglio e ha ricominciato a correre.

Ivy Mascucci
Ivy Mascucci

Partita da farine e dolcificanti inizialmente, da lì ho allargato la mia ricerca. Vedevamo che c’erano altre cose come alimenti che sulla carta sembravano andare bene per la sua patologia, ma la combinazione in realtà non andava bene. Ho iniziato a informarmi sui primi libri americani, sulla dieta paleo o simili. Volevo comprendere soprattutto come combinare gli alimenti.
Ho scritto quindi il primo libro ‘Dolce senza zucchero’ (Gribaudo editore) per persone non solo diabetiche, ma per chi vuole stare bene e permettersi dolci golosi. Il passo successivo è stato lavorare sugli alimenti biologici.

Mi sono informata sugli alimenti naturali e abbiamo eliminato molti alimenti dalla nostra routine. E’ stata la parte più faticosa, perché come persone che vivono in città e non in campagna, dovevamo trovare alimenti naturali. Abbiamo optato per verdure biologiche consegnate in cassetta a casa. E’ stato un percorso interessante.

Per una scelta etica non vorrei mangiare proteine animali, ma per il mio corpo con una patologia autoimmune, ho una tiroidite di Hashimoto, preferisco alimentarmi, ma con carne biologica.

L’alimentazione ideale è fatta di piatti unici, verdure e proteine di qualità, grassi buoni e carboidrati di origine vegetale, tuberi e frutta.
Infine, l’ultima ricerca è stata sulla panificazione. Il terzo libro in uscita è sui carboidrati buoni: come riuscire a integrare nella alimentazione il pane, focacce, grissini, piadine… pasta fresca, gnocchi.
Io cucino tutti i giorni, perché mi piace e sperimento: le mie ricette prima di pubblicarle le testo mille volte.

Per arrivare a dove sono ora, ho frequentato anche il Bauman College, un college che si trova a Berkeley in California, per diventare consulente nutrizionale. Sono iscritta all’albo negli Stati Uniti: è stato molto interessante perché ha coniugato sia gli aspetti di conoscenza di anatomia, ma anche le influenze terapeutiche di determinati cibi su determinati organi.

Un altro percorso di studio è stata la scuola di erboristeria, dove ho approfondito gli aspetti terapeutici dell’uso di erbe. Tutto questo unito allo yoga e alla meditazione, per mettere a punto uno stile di vita ottimale.

In un mondo pieno di regimi alimentari diversi, diete rivoluzionarie che promettono miracoli immediati, come si inserisce la ‘nutrizione olistica’?
Tutte queste diete che stanno nascendo come funghi nascono come necessità di rispondere a un singolo problema, il loro difetto è che non sono attuabili per un tempo indeterminato. Chi fa una dieta particolare può senza dubbio ottenere benefici, come con la paleo, ma a lungo andare può andare incontro sia a carenze, ma soprattutto noia; dovremmo riuscire a comprendere che tutte queste diete ci devono riportare a uno stato ottimale della nostra salute, per poi comunque cercare un’alimentazione naturale.

Se la mia dieta è biologica, integrale e di stagione, quando ho uno stile di vita stressante, inizio ad adattare l’alimentazione del momento, devo adattarla, quindi ad esempio evito il bicchiere di vino o la cioccolata. Lo stile di vita che ci creiamo noi deve essere in continua evoluzione, ascoltando i segnali del nostro corpo, e soprattutto deve essere il nostro stile di vita, cioè ci deve piacere. Svegliarci al mattino ed essere felici per la colazione che facciamo… questo significa trovare l’alimentazione ideale.

Il mio corso di salute totale dura 11 mesi, perchè durante questo percorso le persone possono sperimentare tutti gli step del cambio di alimentazione, fatto di periodi di sconforto, di entusiasmo, alti e bassi. Ci vuole tempo per cambiare.

Io ho la tiroidite di Hashimoto in totale remissione. Mio marito ha il diabete che richiede sempre meno insulina.

In alcune situazioni di salute, è fondamentale andare dal medico, però è fondamentale che tutti i giorni, dopo essere andati dal medico, noi cambiamo stile di vita, è nostra responsabilità.

Il vostro medico come ha reagito ai cambiamenti anche di salute?
Il mio medico mi ha detto che il miglioramento non ha nulla a che fare con l’alimentazione. Per mio marito invece quando è migliorato il medico lo ha spaventato, perché aveva diminuito l’insulina e così gli ha fatto tornare alle dosi di insulina che prendeva prima.

Puoi farmi un esempio di una tua giornata alimentare tipica?
A base di alimenti integrali e biologici: di mattina a colazione una torta fatta da me, con le mele, noci e mandorle, una tazza di caffè arabica che mi piace. Bevo tanta acqua.
A metà mattina un frutto, una banana per lo sport e nel pomeriggio un frutto con manciata di mandorle o nocciole.
A pranzo e cena: molto semplici, vegano a pranzo: spinaci cotti a vapore e una insalatina con avocado, olio extravergine, sale marino integrale, aceto di mele, un po’ di alghe rosse, semi di canapa, di cumino nero e funghi trifolati e lenticchie e una fetta di pane o biscotti salati con lievito madre, fatti da me.
Per cena, tante verdure e proteine: tacchino ai ferri, barbabietole sotto aceto, finocchi crudi e una manciata di semi sopra. E una fetta di pane fatto da me con lievito madre e dopo cena una tisana o una fettina di dolce (ad esempio biscotti con farina di cocco, cioccolato e scaglie di cioccolato).

Quindi come vedi un’alimentazione prevalentemente vegetale.

Lo stile alimentare che racconti nel tuo blog, è sostenibile anche con una vita sociale? Al ristorante o a pranzo da amici come ti comporti?
Quando vado al ristorante faccio un sacco di domande su quello che mangio. Tendo a fare in modo di avere in casa sempre alimenti preparati da me. Se vado in vacanza scelgo alberghi o ristoranti biologici. A ristorante nangiamo solo un secondo, difficilmente mangiamo un primo. Se sgarro lo faccio con un dolce, per curiosità. Non sono una persona che ama l’alcol, un bicchiere di vino rosso, qualche volta lo bevo, se biologico.

Lo stile alimentare è quello che serve a noi per ricreare un’alimentazione che ci fa stare bene. All’inizio è un po’ difficile, ma poi diventa normale.
Non bisogna ascoltare solo il palato, ma anche il proprio corpo. Quando si sta meglio non si torna indietro: troppi sgarri non valgono la pena del sacrificio che bisogna fare per rimettersi a posto.

Ringraziamo Ivy Mascucci, autrice del blog Dolce senza zucchero www.dolcesenzazucchero.com

Costanza Cristianini

 

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