Cosa cucinare a Natale e accontentare tutti (intolleranti e vegani compresi)

Cosa cucinare a Natale e accontentare tutti (intolleranti e vegani compresi)
Cosa cucinare a Natale? Preparare il pranzo di Natale può essere stressante per te che devi pensare a cosa cucinare. I piatti della tradizione obiettivamente sono buoni, profumati, evocano memorie dell’infanzia’ ma il più delle volte indigeribili e soprattutto dalla preparazione molto lunga, più adatti ai tempi delle nostre nonne che stavano in cucina per giorni prima delle feste.

Il cotechino con le lenticchie o i tortellini in brodo di cappone, solitamente scontentano tutti: i bambini che non apprezzano sapori e cibi troppo impegnativi, e gli adulti che sono regolarmente a dieta, o negli anni sono diventati vegetariani o vegani e imporre loro un cappone o un polpettone senza possibilità di scelta li obbligherà a ingurgitare per quieto vivere del cibo senza godersi il pranzo natalizio.

Aggiungi al tutto che ci sono parenti intolleranti (non solo ai cibi) e il rebus su cosa cucinare pare inestricabile.

Il primissimo consiglio per partire con il piede giusto è di investigare: lista di invitati alla mano, indaga con molto tatto su ‘chi mangia cosa’. Se la zia Agata a Natale non può rinunciare al cotechino, accontentala, magari non in porzioni abbondanti, sapendo che pochi altri commensali lo gradiranno. Se hai un cugino vegano, le lenticchie sicuramente saranno gradite, e accanto a quelle pensa ad altri contorni a base di verdure. Ma le allergie, quelle vere, non sottovalutarle!

A questo punto solitamente, verso metà dicembre, ti siedi con la testa tra le mani e pensi: ‘Chi me l’ha fatto fare? Il prossimo anno tutti al ristorante!’

Approviamo e sottoscriviamo la tua decisione, ma intanto quest’anno ne devi venire fuori in qualche modo. Per cui ecco i nostri consigli per semplificarti la vita e cercare di accontentare tutti (quasi).

Organizza un buffet ricco: su un tavolino a fianco della tavola di Natale, addobbato a dovere, metterai verdure, affettati e stuzzichini vari sui quali ti sforzerai al massimo sia dal lato estetico che da quello della sostanza. Verdure a parte, fatti aiutare dalla gastronomia che conosci e sai per certo avere cibi freschi e di qualità . Ma assicurati che ci siano cibi vari e colorati, con posate e piattini per facilitare il self service, non puoi continuare ad alzarti e servire, e quindi se gli ospiti si servono per i contorni e gli antipasti è meglio per tutti.

Il piatto principale, che siano le lasagne o gli anolini in brodo, offrilo senza insistere, lasciando liberi gli ospiti di servirsene o no. Opta per due primi: un piatto della tradizione e delle lasagne vegetariane (no al risotto che ti imporrebbe di farlo al momento), che potrai preparare in anticipo e congelare (per non renderti la vita troppo complicata);

Il secondo di carne (o pesce) sarà il piatto che sai fare meglio, non fare esperimenti, meglio piatti semplici e rodati che pietanze sofisticate della cui riuscita non hai la certezza (meglio ancora accettare proposte di mamme/zie che potrebbero occuparsi di prepararlo a casa loro e portarlo, un lavoro in meno per te);

Il dolce: panettoni e pandori ce ne saranno in abbondanza, o portati dagli ospiti o ricevuti in regalo. Occupati di preparare delle creme per guarnirli e renderli un po’ più originali: crema inglese, crema al mascarpone, crema all’arancia o al rum.

Le bevande: affida l’incarico a un ospite sveglio che si occuperà di riempire i bicchieri sia di acqua sia di vino, in modo che il pranzo fili via liscio senza pensare anche a quello

Infine se qualcuno si offre di sparecchiare la tavola, accetta l’aiuto, ma non più di uno, non ha senso far alzare tutti e rovinare le chiacchiere post pranzo con tutti che si alzano ed entrano in cucina creando più caos che altro. La lavastoviglie la caricherai dopo, non farti prendere dalle frenesie della pulizia immediata, molto meglio stare con gli ospiti e goderti la loro compagnia.

Costanza Cristianini per Margherita.net

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