Come state vivendo questa crisi?

Ormai dura da troppo tempo, la crisi economica. E nonostante le rassicurazioni dei politici e dei media – che nonostante le apparenze stanno dalla stessa parte ed hanno più che altro il compito di tenerci buoni – le cose non stanno migliorando. Anzi. Se prima si aveva paura di quello che sarebbe potuto succedere, adesso si ha paura che le cose peggiorino ancora. E non si vede la fine.

E intanto il livello di insicurezza si alza, il tenore di vita si abbassa. Iniziamo a rinunciare a cose e piaceri che solo un paio di anni fa ci sembravano irrinunciabili… iniziamo a rivedere i nostri progetti per il futuro, a temere per il posto di lavoro (chi ne ha uno…), a sentire il peso delle rate da pagare, a limitarci a fare lo shopping con gli occhi… si vive male insomma. E quando torniamo a casa e la televisione ci dice che ‘quelli si sono riuniti lì’, ‘quegli altri si sono incontrati di là’… per decidere del nostro futuro ci sentiamo sempre più presi per i fondelli. E stiamo cercando di tenere un linguaggio consono al sito che ci ospita.

Volete raccontarci, in poche righe, come state vivendo questo periodo di crisi? Siete mamme, studentesse, disoccupate, mogli, imprenditrici, dipendenti… siete alle prese con i conti per far quadrare il bilancio? Non vedete un futuro roseo Il posto di lavoro non arriva? Lo avete perso? Siete precarie? La vostra coppia ne sta soffrendo?

Raccontateci le vostre esperienze, le vostre riflessioni, le vostre paure. Verranno pubblicate su questa pagina, dopo essere state lette ed approvate da Margherita.net. (per cortesia astenetevi dal postare messaggi promozionali perché non verranno pubblicati).

Aspettiamo le vostre testimonianze, per raccogliere un piccolo ‘diario di bordo’ delle nostre lettrici in tempi di crisi. Profonda e perdurante.

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7 Comments

  • Io ho perso il lavoro (precario) da tempo ormai e devo vivere con l’aiuto dei miei genitori. Chi ha tempo per pensare quando i problemi ti cadono in testa da tutte le parti? Figuriamoci il progetto che avevamo di sposarci…

  • io e mio marito viviamo del ns. lavoro.
    Da settembre la mia ditta è in cassa integrazione, poiche’ il lavoro è andato sempre più calando. Come tutti abbiamo un mutuo da pagare .
    Di una cosa siamo certi: possiamo contare solo su noi stessi ….
    Quando guardo i politici oramai mi viene solo rabbia; sono semplicemente vergognosi, non ce ne è uno che si metta la mano sul cuore e decida di fare qualcosa per questo paese ( per non parlare comunque dei lori stipendi ). L’idea di cercare altro lavoro mi spaventa perche’ in giro non c’e’ molto …. che dire…. bisogna tenere duro

  • sto vivendo questo periodo abbastanza male
    io lavoro part time e mio marito si arrabatta facendo quello che gli capita (adesso sta facendo la vendemmia) è abbastanza dura, anche se non perdo la speranza in un futuro mgliore
    naturalmente niente pizzeria, niente cinema, niente vacanze, spese superponderate: quasi una vita da convento…………
    la cosa peggiore per me, però, sono i sacrifici che devo richidere anche alle mie figlie
    una sta andando a vivere da sola e non posso aiutarla in niente , l’altra fa l’università e deve lavorare per mantenersi agli studi
    è piuttosto umiliante non essere più in grado di aiutare i propri figli e riuscire a malapena a provvedere a se stessi

  • non penso tanto a me ma ai miei figli uno e’ appena diventato papa’ la moglie non lavora lui e’ in mobilita’ pagata a meta’ io li aiuto come posso( mio marito e’ pensionato)di lavoro non se ne vede ombra e penso a quel povero bimbo….. al suo futuro , non vedo vie d’uscita
    di solito sono ottimista ma adesso mi sto buttando sempre piu’ giu’.

  • Come stò vivendo questo periodo di crisi? male! naturalmente, sono sempre a fare i conti per fare quadrare il bilancio, poi cerco di sfruttare l’abbigliamento che ho nell’armadio, accorciando, stringendo rendendolo più attuale. Nei super cerco le offerte e cerco di non fare tanto spreco di cibo…Mia figlia è costretta ad accettare un lavoro di commessa mal pagato e tanto sfruttata, è dura e il futuro non lo vediamo per niente roseo.

  • Come si può vivere quando l’unica entrata è la pensione di insegnante ,separata,con due figli disoccupati?Come si puà vivere quando ogni giorno è una rinuncia?

  • Io ho 22 anni.
    Sono stata cacciata di casa un anno fa, nei primi 10 giorni di Dicembre del 2010.
    Nel cuore della notte, tipo, le 4 am.
    Sono andata a vivere da un amico che aiutavo, un disadattato orfano pieno di soldi, che non sapeva come spendersi i suoi 2200 euro mensili per fitti corrisposti e faceva il finto pezzente. Dalle stelle alle stalle. Ho preso anche dei parassiti, perché il letto offertomi era infestato. Io che ero cresciuta a pane e caviale mi ritrovo nelle stalle, putride puzzolenti stalle.
    Un altro amico mi ospita, sta volta per un mese. Non avevo mai lavorato seriamente. E nessuno sembrava volermi assumere. Nonostante le mie 8 lingue e il mio quoziente intellettivo. Devi saper fare p*****i, mica avere una laurea in Italia.
    Cambio di nuovo casa, una casa prestatami da un amico, una casa vuota, senza nemmeno il letto, né la cucina. Pian piano ci metto della roba, inizio a far pulizie. Siamo nell’estate del 2011. Poi inizia il vero lavoro, un albergo. Ci metto me stessa, ma mi rifiuto di accontentare un cliente invaghito di me. Vengo cacciata. Mi deprimo, non ho soldi, non ho famiglia, mi sento sola. Una crisi nervosa, per strada armata di coltello volevo togliermi la vita. E così nel cuore della notte una pattuglia mi ferma in evidente stato di shock.

    Poi io e quell’amico abbiamo un battibecco, lui mi toglie la casa e il lavoro che mi aveva offerto: grande amico, mi faceva pulire quando al back office c’erano i menomati. Soliti raccomandati.

    In due giorni, il caos. Perdo tutto, quelle briciole di sicurezza. Trovo un monolocale a poco e niente, proprio di fronte a casa del mio ragazzo. Quel povero santone che tra stenti e fatiche è riuscito almeno a non farmi morire di fame. Uno studente universitario la cui famiglia mi odia tutt’ora, che da quando sta con me è diventato uomo.

    Ho fatto un debito, per pagarmi i primi 3 mesi del monolocale, poi ho trovato lavoro. A 3 ore da casa mia, al freddo. Lì imparo molto, tutto.
    Imparo come funziona l’ingrosso, il dettaglio, come lavorano i commerciali, come va un azienda in un determinato settore.

    Inizio ad appassionarmi di Marketing, mi pento di aver sospeso l’università.
    Però, dopo molti mesi, arriva la solita proposta “o vieni a letto con me o ti tiro fuori”.
    Ovviamente mi sono presa la liberta di mandarlo a fare quattro salti in padella. Subito dopo, molte offerte di lavoro. Che col Marketing ci sapevo fare. Ora sto meglio, ma non posso ancora dire di aver superato le necessità economiche. Vivo con 200 euro a mese, togliendo il fitto. Con200 euro devo farci la spesa e ogni tanto offrirmi una pepsi.

    E’ difficile… e ho solo 22 anni.

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