Settimana intensa a Milano, non solo per il Salone del Mobile, quanto per il Fuorisalone che in pratica è quello che attira più gente e fa parlare di sé per l’originalità delle iniziative. Se il Salone istituzionale si tiene in fiera, con i classici espositori di arredi di tutti i tipi con i loro classicissimi stand, il Fuorisalone è ‘liquido’, tanto per stare in tema web, e si sparpaglia per vari quartieri di Milano: Tortona, Portaromana e Montenapoleone, ma di fatto ogni portone che giri ha qualche ‘evento’ da mostrare.
Per chi è curioso non c’è niente di meglio che passeggiare per le vie di Milano in attesa di qualche sorpresa: in Porta Romana la Cascina Cuccagna con i suoi orti in piena città, non allestiti solo per il Salone si intenda, ma orti veri e propri che ospitano anche espositori di arredi ecosostenibili.
E poi ci sono le classiche installazioni dell’Università Statale che in un mix tra tecnologia e arredo, di fatto rendono divertentissimo e colorato il cortile dell’Università che si presta tutti gli anni ad essere travestito.

E non bastano più le archistar, adesso ci vogliono le star vere e proprie, tanto che Philip Starck si è voluto affiancare a una rock star del calibro di Lenny Kravitz, e insieme hanno firmato una sedia per il marchio Kartell. C’è da dire che Kravitz si occupa di arredamenti d’interni per passione personale, quindi non è proprio un novellino del campo.
Giovani creativi londinesi hanno tenuto degli Hacked Lab alla Rinascente: una serie di installazioni curate da Beatrice Galilee e pensate per giovani designer in grado di muoversi con disinvoltura attraverso tutte le discipline, non solo architettura, anche regia e scienza. Abbiamo partecipato alla creazione di un sensore per piante: thirsty plant kit, che grazie all’energia solare ti avvisa quando la tua pianta ha sete. Come avrete capito il fuorisalone non è definibile in poche parole, c’è di tutto e non solo per gli addetti ai lavori.
fotografie e testi di Costanza Cristianini









