Come andare dal parrucchiere e uscire con ancora qualche soldo in tasca

Come andare dal parrucchiere e uscire con ancora qualche soldo in tasca
Come andare dal parrucchiere e uscire con ancora qualche soldo in tasca

A volte esagero, ma ultimamente non sopporto più il metodo di ‘spingere’ i prodotti che ogni singolo negozio usa. Non so da voi, ma qui a Milano i commessi sono diventati molto ‘aggressivi’ in questo campo. Lo so, lo so, non è colpa loro ma di chi glielo impone, sono ragazzi da 600 euro al mese + incentivi se vendono di più. Metodo odioso sia per i lavoratori e ancora di più per i clienti. Il risultato, almeno per quanto mi riguarda, è che risolvo per la maggior parte con l’acquisto online, dove acquisto solo quel che voglio.

Però il parrucchiere o l’estetista online non lo hanno ancora inventato, per cui prima di entrare dal mio hair stylist di fiducia, dal quale mi trovo benissimo peraltro, mi faccio un minuto di raccoglimento: ‘Non comprare nulla, non comprare nulla hai già tutto a casa’.

Poi entro, saluto, mi siedo allo shampoo e lì inizia la solfa: ‘Che shampoo usi, scusa? Ah, prodotti da supermercato? Scusa se te lo dico ma non hai idea di quello che ci mettono dentro, hai la cute molto irritata, i capelli secchi, se vuoi ti faccio provare un prodotto eccezionale…..’ etc etc.

Se resisto, e dacchè ho superato i 40 resisto (sempre per la solita solfa che un ragazzino di 20 anni non la venga a contare a me!) passo al taglio dove solitamente fila tutto liscio, fino alla piega. Lì subentra l’attacco finale: ‘Hai i capelli un po’ sottili, ma usi qualche schiuma per tenerli? Guarda, adesso provo questa, senti come te li fa morbidi, dovresti provarla a casa, te la lascio in cassa.’

Avete capito il metodo? Io lo conosco bene, ci casco una volta sì e una no, il che per me è già un successo, ma so che posso migliorare. Sapete come? Ragionando sul fatto che quando entro dal parrucchiere spendo già abbastanza per taglio e piega, e aggiungere altri 30 o 40 euro non è uno scherzo, però io sono ormai attrezzata a tutto questo, i ragazzi e le ragazze ci cascano e la cosa mi irrita molto, perché alla fine chi paga sono i loro genitori, e i negozianti questo lo sanno.

Anna Gatti per Margherita.net

 

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